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L'ESTATE E' FINITA MA GLI AQUILANI SONO ANCORA SULLA COSTA
LE SISTEMAZIONI. Sono ancora tanti gli aquilani presenti sulla costa adriatica: una decina gli alberghi di Giulianova che ospitano poco più di mille persone, lontane dalla loro terra devastata dal sisma del 6 Aprile. A partire da quella data, molti sfollati sono stati distribuiti presso hotel vicino il mare, e il comune teramano è uno di quelli maggiormente interessati dall'emergenza alloggi. Una buona parte delle famiglie è arrivata negli alberghi nel periodo immediatamente successivo al terremoto, ed è ancora qui, in attesa di una sistemazione che li riporti vicino L'Aquila; le restanti sono arrivate successivamente, alcune fino a poche settimane fa, perchè spostate dalle tendopoli o perchè mandate via da altre strutture. A Giulianova quasi tutti gli hotel hanno dato un posto sia ai turisti che agli aquilani: comunque, c'è sia chi ha annullato le prenotazioni ricevute per l'estate, e sia chi a Giugno ha negato la propria disponibilità per far posto ai villeggianti. Si calcola che entro Dicembre il numero degli ospiti debba scendere del 30-40 %, in attesa del completamento del progetto C.a.s.e., che dovrebbe accogliere qualche migliaio di cittadini; ma tutto dipende dalla Protezione Civile che, in collegamento con il Centro Operativo di vertice Interforze e con la Federalberghi, coordina la distribuzione degli sfollati e determina il rientro delle famiglie nelle zone limitrofe al capoluogo di regione. E, soprattutto, dipende dal tempo e dagli strumenti che verranno impiegati per concretizzare gli interventi e porre fine all'emergenza.
GLI SFOLLATI. Si legge rassegnazione sui volti provati di queste persone, molte delle quali risiedono in albergo da sei mesi e a cui non è stata ancora comunicata la data del rientro, o che ne sarà della propria abitazione, sempre se è scampata dalla distruzione del terremoto. "Cosa dobbiamo fare? Come deve comportarsi uno che ha una casa classificata edificio E, come si fa a ricostruire con 150 euro?", afferma un signore, stanco e sfiduciato dalla lunga attesa. E' stato ospitato inizialmente ad Alba Adriatica, da dove, all'arrivo dei turisti, è stato spostato a Pescasseroli, per poi riapprodare sulla costa teramana. Molti lamentano la diversità del modo di gestire la ricostruzione rispetto agli eventi sismici che hanno colpito altre regioni d'Italia, come il Friuli e le Marche: "Lì c'è stata partecipazione, in quattro anni è stato fatto tutto". In tanti auspicano risposte, indagini, inchieste che facciano luce sul buio nel quale sono piombati da quella maledetta notte, e che le istituzioni si impegnino di più e siano più presenti, soprattutto a livello regionale. In poche parole, sperano di non venire abbandonati.
