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venerdì, 29 maggio 2009

Si potrebbe pensare che sia inutile ed inappropriato parlare del caso che riguarda il presidente del consiglio Silvio Berlusconi e Noemi Letizia, ma invece credo si tratti di una questione scottante e imbarazzante che rientra nell’ambito di interesse pubblico, dato che riguarda la trasparenza di chi ci governa, alla luce dei risvolti che la vicenda prende giorno dopo giorno e delle affermazioni che si susseguono circa il rapporto tra il premier e la giovane napoletana. E’ stata proprio la partecipazione del marito, in Aprile, alla festa della diciottenne a Casoria a spingere Veronica Lario, già esasperata dalle continue frequentazioni femminili di Berlusconi, a chiedere la separazione. Proprio a partire da quella festa, si è cominciato a dirne di cotte e di crude, analizziamo alcune delle incongruenze: il presidente del consiglio ha affermato di esservicisi recato per parlare di candidature europee col padre di Noemi, Elio, dato che aveva un’ora di tempo libero e il locale della cerimonia era vicino l’aeroporto nel quale era atterrato il suo aereo. Chi è Elio Letizia, un messo comunale che ha il potere di far catapultare il premier da Rho in Campania, per concordare addirittura le candidature del PdL al Parlamento Europeo? “Un vecchio socialista ed era l’autista di Craxi” (Berlusconi, 29 Aprile). Falso, la smentita arriva dai membri dell’ex PSI e da Bobo Craxi. Come mai il presidente del consiglio si reca a questa festa, come sono nati i rapporti con la famiglia Letizia? Non è dato ancora sapere con precisione, ma l’incontro avvenne più di dieci anni fa, per Berlusconi, nel 2001, secondo i Letizia, nelle modalità più svariate e bizzarre. Che rapporti ci sono tra il premier e la ragazza? Noemi dice che è molto legata a “papi”, e che quando può lo raggiunge nelle sue abitazioni per tirarlo su col karaoke; Berlusconi afferma che ha visto la ragazza “tre o quattro volte e sempre alla presenza dei genitori” (affermazione poi smentita da lui stesso); ma la giovane il 19 Novembre 2008 è a Villa Madama, seduta di fianco al premier durante una cena alla quale vengono invitati i grandi nomi della moda italiana; secondo Gino Flaminio, l’ex fidanzato, Noemi fu invitata a passare dieci giorni in Sardegna in occasione del Capodanno 2009, assieme ad altre quaranta ragazze, dal presidente del consiglio in persona, il quale, precedentemente, nell’Ottobre 2008, avrebbe cominciato a contattare la ragazza sul telefonino, dopo essersi impossessato di un suo book fotografico, fatto dalla ragazza perché certa che l’avrebbero chiamata a fare la “meteorina” nel Tg4 di Emilio Fede. Anche la zia della giovane conferma questa versione, oltre al fatto che la visita del premier a Casoria fosse programmata in famiglia da mesi. E se fosse stata un’improvvisata quella del cavaliere alla festa dei diciotto anni, come mai aveva con sé una collana da seimila euro in tasca, per regalarla alla festeggiata? E come mai Berlusconi aspetta un’ora sulla pista di atterraggio in attesa che Noemi giunga al ristorante dove l’attendono gli invitati? E perché il fotografo della serata e il personale del locale confermano che già dalla mattina del giorno della cerimonia si effettuavano preparativi per l’arrivo del premier, con lo staff presidenziale giunto ore prima per i controlli di sicurezza, e i fotografi di “Chi” pronti a testimoniare la partecipazione di Berlusconi con scatti palesemente ritoccati da offrire ai telespettatori? Ma, soprattutto, come può permettersi l’umile e modesta famiglia Letizia di intestare sedici immobili alla figlia e di farla girare con l’autista? Chi è Noemi per il presidente del consiglio, e perché Berlusconi continua a mentire e a non rispondere seriamente ai giornali?

Postato da: sagufo a 14:27 | link | commenti

lunedì, 25 maggio 2009

Fuori legge. Non stiamo parlando di cow boy con una taglia sulla testa che popolavano i film sulla frontiera americana. Qui siamo in Italia, non si tratta di film e sul calendario c’è la data di oggi. La politica, l’amministrazione della cosa pubblica, si è ridotta ad un gioco di potere teso a sovvertire, spesso, l’ordine costituzionale, ad una barzelletta, e il presidente del consiglio Silvio Berlusconi, in carica per la terza volta da circa un anno, cerca di consolidare sempre più il proprio impero economico, di sfuggire alla giustizia minando le fondamenta della democrazia e facendosi beffe degli italiani. E questa non è una barzelletta, anche se, in uno stato normale, dovrebbe esserlo. L’ultima aberrazione generata dal regime dell’assurdo nel quale siamo stati catapultati è di pochi giorni fa, la sentenza emessa dal Tribunale di Milano a carico dell’avvocato inglese David Mills, indagato per corruzione assieme a Silvio Berlusconi nei processi Guardia di Finanza e All Iberian (1998-99): Mills “ha certamente agito da falso testimone, da un lato, per consentire a Silvio Berlusconi e al gruppo Fininvest l'impunità dalle accuse o, almeno, il mantenimento degli ingenti profitti realizzati attraverso il compimento delle operazioni societarie e finanziarie illecite compiute fino a quella data; dall'altro, ha contemporaneamente perseguito il proprio ingente vantaggio economico”, scrivono i giudici, che rilevano “l'oggettiva gravità della condotta, di assoluta rilevanza nei procedimenti in cui è stata posta in essere, anche in ragione della qualità e del numero dei reati ivi giudicati; va poi considerato il ruolo istituzionale di alcuni dei soggetti imputati nei procedimenti penali in cui David Mills rendeva falsa testimonianza”. L’avvocato inglese fu corrotto da Berlusconi con 600.000 dollari in cambio della sua falsa testimonianza nei processi sovra citati: Mills è stato ricompensato per il silenzio circa gli abusi, gli illeciti e le violazioni perpetrate da Berlusconi e il suo entourage per 15 anni, per salvare il corruttore da “un mare di guai”, come ha confessato al suo commercialista, che per questo lo ha denunciato al fisco inglese. Tutto nero su bianco. Ora l’imputato rischia quattro anni e sei mesi di reclusione. Berlusconi, al contrario, non rischia nulla grazie al Lodo Alfano, la vergognosa legge incostituzionale che mette al riparo le quattro più alte cariche dello stato, e nel frattempo nega sulla natura di quella “donazione”, si indigna, si autoassolve e insulta la magistratura e i giornali che, per il semplice motivo di svolgere il proprio lavoro, sono etichettati faziosi e di sinistra. Anche loro fuori legge.

Postato da: sagufo a 09:20 | link | commenti (1)

giovedì, 21 maggio 2009

Sabato 23 Maggio 2009 serata "Duran Duran Night For L'Aquila" a favore delle popolazioni colpite dal terremoto in Abruzzo presso il "VINOTA" a Chieti Scalo (CH) in Viale Benedetto Croce, n°368

“DURAN DURAN NIGHT FOR L’AQUILA”:
Sensibilizzare attraverso il divertimento, dare cioè alle persone un momento per riflettere su quanto accaduto nell’aquilano dopo i tragici eventi sismici seguiti al 6 aprile scorso, ma farlo con la musica.
Abbiamo scelto come location il Vinota di Chieti Scalo, poiché è un luogo di incontro ed aggregazione dei tanti giovani universitari che popolano il capoluogo teatino. Questo regala un significato speciale all’evento che idealmente ci piace dedicare ai tanti ragazzi che oggi non ci sono più, studenti come loro.
Il recente sisma ha segnato in maniera indelebile il destino di tantissima gente che in poco più di
venti secondi ha visto svanire i sacrifici di una vita, perdendo tutto. 299 vittime innocenti, fra cui tantissimi giovani studenti che sono morti sotto le macerie. Abbiamo scelto di portare a Chieti Scalo i Planet Earth Project, cover band di uno dei gruppi più popolari della storia della musica, i Duran Duran, simbolo della generazione degli Anni ’80, che ancora oggi riesce a smuovere le folle come pochi al mondo. I Planet Earth Project propongono uno spettacolo unico, che ripercorre tutta la carriera dei cinque musicisti inglesi, dagli esordi nel 1981 fino ai giorni nostri con il recente album “Red Carpet Massacre”.
Alla serata interverrà un garante che dovrebbe essere il Dott. Bernabeo, Vice Presidente della Banca di Credito Cooperativo di Cappelle sul Tavo, che illustrerà le modalità con le quali il ricavato verrà versato su un Conto Corrente della suddetta banca, dedicato a reperire fondi per le sfortunate popolazioni terremotate de L’Aquila. L’incasso della serata, fino alla mezzanotte, verrà devoluto per lo scopo. Chiediamo dunque ai tanti appassionati dei Duran Duran, ma anche a chi volesse semplicemente aiutare i nostri fratelli aquilani, di esserci vicini e di accorrere numerosi alla serata per farne un evento unico, capace di continuare in quest’opera di sensibilizzazione che oggi è solo all’inizio.

PROGRAMMA “DURAN DURAN NIGHT FOR L’AQUILA”
- Ore 21: Introduzione alla serata con breve saluto degli organizzatori ai presenti;
- A seguire un’ora circa di proiezioni video esclusive sulla carriera dei Duran Duran con una parte
dedicata al trionfale tour italiano dello scorso anno.
- Ore 22.00 – 22.15: Intervento del Garante, il Dott. Bernabeu che illustrerà lo spirito della
manifestazione e l’attuale situazione post sisma nell’aquilano; verrà proiettato un video della durata
di circa due minuti con immagini dell’immensa tragedia ma anche dello spirito di speranza che la
nostra manifestazione vuole trasmettere;
- Ore 22.30: Concerto dei Planet Earth Project
- A fine concerto proclamazione dell’incasso ottenuto e conseguente consegna della somma nelle
mani del garante;
- A seguire dj set fino a tarda notte

Postato da: sagufo a 19:01 | link | commenti

martedì, 19 maggio 2009

Il circolo “Il Nome della Rosa” a Giulianova (Te), il 15 Maggio, è stato lo scenario che ha ospitato un piacevole ed informale dibattito sulla musica rock, precisamente sul rock progressive e la sua storia, nel quale è stato possibile un confronto tra addetti del settore e semplici appassionati, occasione ghiotta che raramente si concretizza nel panorama musicale odierno. Gli Areknamès, Clepsydra, Distillerie di malto, Insider, Unimother 27 e Xenitia (di cui faccio parte) sono state le band abruzzesi protagoniste, per la tipologia della loro produzione, di questo incontro convocato per la presentazione di “Prog 40: Quarant’anni di progressive-rock nel mondo”, un importante volume che tratteggia la genesi e l’evoluzione di questo genere musicale nei cinque continenti, dalla fine degli anni ’60 ad oggi. Edita da Applausi, la pubblicazione, di ben 456 pagine, è curata da Maurizio Galia, con la collaborazione ai testi di Claudio Aloi, Giuseppe Di Spirito, Roberto Vanali, Franco Vassia e Donato Zoppo, che ha moderato la manifestazione assieme a Francesca Grispello, e contiene una prefazione di Aldo Tagliapietra delle Orme. “Per la prima volta tutte le schede sui più importanti gruppi progressive, dalle origini del genere ad oggi: 1.100 artisti e 2.200 immagini”, spiegano gli autori, “dai prodromi del prog ai gruppi fondamentali per lo sviluppo del genere, alle formazioni della rinascita new prog fino ai più interessanti esponenti dell'attualità art-rock”, con interessanti schede dettagliate su artisti fondamentali come King Crimson, ritenuti, con l’album “In the court of the Crimson King” del ’69 i padri del genere, Gentle Giant, Genesis, Yes, Van Der Graaf Generator, i tanti gruppi italiani, quelli semi-sconosciuti e le realtà nascoste di paesi lontani dai riflettori del rock internazionale. Il rapporto con il progressive e l’approccio ad esso è stato uno dei principali temi affrontati in seguito alla presentazione dell’antologia: i membri dei vari gruppi presenti hanno espresso il proprio punto di vista circa la scelta del rock progressive come mezzo espressivo e l’evoluzione del genere dagli anni ’60 ad oggi. Non sono mancate discussioni tra nostalgici e “nuove leve” sul valore della musica e della cultura di 40 anni fa e sulla difficoltà per le band di suonare in pubblico, diffondere le proprie opere e continuare a fare della musica qualcosa di più di una semplice, ma pur forte, passione.

Postato da: sagufo a 21:00 | link | commenti

sabato, 16 maggio 2009

Dalla pubblicazione delle liste per le prossime elezioni in Abruzzo emergono dati molto chiari: le alleanze e le divisioni tra i partiti nell’appoggiare i candidati e lo “scambismo” degli aspiranti alla poltrona che saltano da un partito all’altro. Insieme al rinnovamento del Parlamento Europeo, il 6 e 7 Giugno gli abruzzesi sono chiamati a nominare tre presidenti di provincia (Pescara, Chieti, Teramo) e scegliere il sindaco in 96 comuni, tenuto conto del rinvio delle votazioni nell’aquilano, per ovvi motivi. Salta agli occhi il distacco, presente un po’ ovunque, di Rifondazione Comunista non solo dalle coalizioni capitanate dal Pd, ma anche dal gruppo Sinistra e Libertà, che racchiude Verdi, Comunisti Italiani e Sinistra Democratica, evidenziando un problema di compattezza mai risolto in seguito alle precedenti elezioni e successive scissioni. Il partito di Ferrero, infatti, corre da solo per le province di Pescara e Chieti, oltre che per le amministrative di Pescara, Teramo e Giulianova (Te), tanto per citare i maggiori municipi. Il centro destra al contrario di presenta compatto, in una coalizione che vede partecipi Movimento per le Autonomie e Lega, venuta in Abruzzo a cercar fortuna, oltre che, nel pescarese, Semper Fidelis Luci, lista qualche anno fa vicina al centro sinistra e che ora addirittura cede un candidato, Forconi, a Forza Nuova. Per la provincia del capoluogo adriatico sono in cinque a concorrere, nessuno degno di nota; da segnalare il rientro nelle fila del Pd di due ex assessori comunali, Mancini e De Blasio, transfughi di Sinistra democratica e Rifondazione, e il passaggio di Pasquali dall’Italia dei Valori nelle fila di Pescara Futura, lista di centro destra. Dieci sono i candidati per la poltrona di presidente della Provincia di Chieti, dei quali ben tre di partiti di estrema destra, mentre meno spreconi sono a Teramo (tre candidati), dove il presidente in carica D’Agostino può contare sull’appoggio di tutti i partiti di sinistra. Tra i candidati a sindaco per il Comune di Pescara, sono da segnalare Murgo per la lista Amici di Beppe Grillo, l’unica in Abruzzo, e D’Amico per La Farfalla: un lungo passato da socialista, poi in An, di seguito nel Ccd, per finire nella giunta D’Alfonso di centro sinistra nel 2003. Numerosi sono inoltre ex membri della giunta di centro sinistra che, in seguito alle dimissioni di D’Alfonso, sono migrati per candidarsi dalla parte opposta. Curioso quanto è accaduto a Campli (Te): due membri del Pd si sono schierati a favore del candidato sindaco del PdL, provocando le ire della segreteria teramana e la conseguente espulsione dei due. Come ultima stranezza, infine, segnaliamo i candidati unici nei comuni di Ancarano, Arsita e Colledara (Te) e Torre de’ Passeri (Pe). Alla faccia dell’indecisione.

Postato da: sagufo a 14:42 | link | commenti

giovedì, 14 maggio 2009

"Berlusconi rispettaci"

Meglio dirlo subito. Se Berlusconi realmente ha rivelato i dati di un sondaggio attendibile (tre italiani su quattro, ha detto in tv, apprezzerebbero il suo charme e lo troverebbero simpatico comunque, da solo o in una qualsiasi compagnia), ebbene io mi sento senza il minimo dubbio in quarto di quel quartetto. Non capisco l’ilarità diffusamente suscitata dalle battute sciocche del Cavaliere, il suo pretendere d’essere al di sopra di ogni regola, d’ogni età, d’ogni rispetto. E’ insopportabile il suo volermi costringere a dare continui giudizi sui suoi capelli ricoltivati, sulle sue rughe cancellate, sulle sue adorazioni di femmine d’ogni tipo purchè giovani. Di tutto questo non me ne frega assolutamente niente. Non voglio sapere né chi è né che mestiere fa davvero il papà di Noemi. Non voglio vedere il primo cortometraggio di Noemi. Difendo con forza la mia dignità di cittadino che non vuole per nessuna ragione al mondo essere considerato un suddito. Il solo prevedere che possano abbattersi senza che io lo voglia da ora in poi nugoli di barzellette insipide raccontate dal Cavaliere sul suo conto di professionista del palpeggio e del divorzio mi fa venire i brividi. E’ in nome dei miei diritti che chiedo al concittadino Silvio Berlusconi, investito dalla fin troppo alta funzione di presidente del consiglio, di farla finita di veline e di promesse d’estasi giovanili. Sappia Presidente che a una certa età (e lei l’ha raggiunta, eccome) è d’obbligo il buon gusto per non farsi travolgere dal ridicolo. Rispetti, per favore, prima di tutto se stesso e poi sua moglie e poi i suoi figli e poi tutti noi, quarti d’ogni gruppetto di quattro italiani, noi che non crediamo né al suo charme né alla sua simpatia. Anzi, il suo charme e la sua simpatia (lo dico da uomo che pretende d’essere libero, qualunque giudizio stia esprimendo) ci fanno mestamente, lancinantemente orrore. (Maurizio De Luca, Il Centro, 10/5/2009)

Postato da: sagufo a 16:45 | link | commenti (5)

martedì, 12 maggio 2009

Artisti per l'Abruzzo - "Domani 21 Aprile 2009"

L’iniziativa nasce da un’idea di Mauro Pagani, grande e storico musicista nonché deus ex machina delle Officine Meccaniche, importante punto di passaggio per tanti artisti nazionali ed esteri che vogliano dare un tocco in più alle proprie creazioni. Il brano è dello stesso Pagani, pubblicato nel 2003 e presente nell’omonimo album. Ora viene riscritto e riarrangiato con l’intento di raccogliere fondi per sostenere l’opera di restauro, ricostruzione e consolidamento del Conservatorio “A. Casella” e della sede del Teatro Stabile d’Abruzzo di L’Aquila. L’arte in soccorso dell’arte. E sono oltre 50 i musicisti che hanno partecipato all’iniziativa in favore della popolazione vittima del terremoto, coordinati con l’ausilio di Caterina Caselli, Jovanotti e Giuliano Sangiorgi dei Negramaro, produttori, assieme a Pagani, del disco, già in vendita su internet, dal 15 Maggio disponibile anche nei negozi al costo di 5 euro. Nel giro di pochi giorni i partecipanti si sono riuniti a Milano ed hanno inciso più o meno insieme le parti (a volte una sola parola, altre un ritornello, altre inserti di rap, non inclusi nell’edizione originale del brano) che formano “Domani 21 Aprile 2009”. “Per condividere una partecipazione reale, per documentare l'emozione vera che tutti hanno vissuto in quelle ore, perché a volte c’è bisogno di ritrovarsi, di mettere il proprio tempo a disposizione di una causa che supera le esigenze artistiche di tutti i giorni”, hanno affermato. “Il ruolo della musica ha da sempre un valore nei passaggi importanti di una comunità, la musica risuona nei momenti di difficoltà e nei momenti di festa, serve ad elaborare le emozioni e a dargli un posto”. Si è detto che si tratta di un’operazione piuttosto commerciale, ci sono state perplessità sull’esclusione dalla rosa di nomi noti,  a voler fare un elenco qualcuno alla fine salterebbe sempre e comunque fuori, ma quello che conta è che la lista dei partecipanti è eterogenea e di ottimo livello: Afterhours, C. Baglioni, F. Battiato, Baustelle, S. Bersani, Bluvertigo, L. Carboni, Caparezza, A. Carrisi, C. Caselli, Casino Royale, C. Consoli, C. Cremonini, Dolcenera, Elisa, Elio e le Storie Tese, N. Fabi, Fabri Fibra, G. Ferreri, T. Ferro, E. Finardi, Frankie Hi Energy, Giorgia, G. Grignani, J Ax, Jovanotti, Ligabue, M. Ayane, Mango, G. Maroccolo, Marracash, Morgan, G. Morandi, G. Nannini, Negramaro, Negrita, Nek, N. Agliardi, Pacifico, M. Pagani, G. Palma, L. Pausini, Roy Paci, P. Pelù, M. Pezzali, M. Ranieri, F. Renga, Ron, E. Ruggeri, A, Ruggiero, Sud Sound System, Tricarico, R. Vecchioni, A. Venditti, M. Venuti e Zucchero.
Da vedere il video che documenta le registrazioni:
http://www.domani21aprile2009.it/

Postato da: sagufo a 19:04 | link | commenti

venerdì, 08 maggio 2009

E’ tempo di elezioni, e l’Abruzzo, oltre alle europee e al referendum, come nelle altre regioni, è coinvolto anche nel rinnovamento di alcune giunte comunali e provinciali. Lo scorso anno gli abruzzesi furono chiamati anticipatamente alle urne per eleggere il nuovo Presidente di Regione, successivamente allo scandalo sulla sanità che provocò le dimissioni del governatore Ottaviano Del Turco. La stessa cosa accade ora a Pescara, dove, in seguito alla rimozione di Luciano D’Alfonso, indagato per corruzione e abuso, i cittadini dovranno scegliere il loro nuovo sindaco. Il centro destra ha subito cavalcato questo crollo politico della maggioranza di sinistra (sia Del Turco che D’Alfonso erano importanti esponenti del Pd), prima, piazzando prontamente Gianni Chiodi, protetto di Berlusconi, alla guida della regione, ora, puntando alla conquista del comune e della provincia del capoluogo adriatico, la città strategicamente più importante d’Abruzzo. E’ da un mese e mezzo circa, infatti, che la città è tappezzata dai manifesti dell’attuale opposizione in giunta, molti dei quali tra l’altro giudicati abusivi, nei quali volti più o meno sicuri di sé lanciano i loro slogan giganteggiando lungo le strade. Nulla di insolito, certo. La politica è potere, con o senza il terremoto. Ma il centro destra cavalca soprattutto la totale assenza degli avversari. Sì, perché i manifesti della maggioranza in carica sono apparsi solo pochi giorni fa, compreso l’annuncio del candidato sindaco, seguendo di pari passo il comportamento che il centro sinistra tiene a livello nazionale. Addirittura un paio di candidati avevano affisso manifesti sui quali il simbolo del partito di appartenenza (Pd) è comparso solo successivamente; loro intanto si candidano, con chi, ha minore importanza.
Desta scalpore anche l’arrivo in Abruzzo della Lega: dopo aver messo radici, da circa due anni, nelle Marche, dove ha conquistato un paio di poltrone comunali, e avere espressamente dichiarato di puntare sul nord Abruzzo, il partito di Bossi scende nella regione delle alte vette appenniniche per procurarsi voti nella provincia di Teramo. Ma come, proprio la Lega, che voleva fare del Po una linea di secessione del nord dal sud? Proprio la Lega, che si è opposta ferocemente all’accorpamento del referendum nell’election day del 6 e 7 Giugno, che avrebbe fatto risparmiare allo stato 4-500 milioni di euro da destinare alla ricostruzione dell’Abruzzo terremotato, e il cui ministro Roberto Maroni, nei giorni successivi alla sciagura, lo si poteva sentire covare a Roma il suo amato decreto sicurezza. In un paese del teramano, un manifesto raffigura degli indiani pellerossa e recita: “Loro hanno subito l’immigrazione. Ora vivono nelle riserve” (chissà chi erano questi immigrati…); “Aiutaci a proteggerti dalla droga”, riporta un tabellone, mentre su un altro è scritto, sotto il simbolo del carroccio: “Non siete soli”. E’ affisso proprio di fronte una casa squarciata dal sisma.

Postato da: sagufo a 18:06 | link | commenti (1)

sabato, 02 maggio 2009

Ci mancava solo l’influenza suina adesso. Presto arriverà anche in Italia, a breve, stando a quanto dice il Sottosegretario al Ministero della Sanità Ferruccio Fazio, il quale precisa, però, che non c’è nulla da temere, siamo pronti ad affrontare l’emergenza. Bisogna credergli ? Certo qualche dubbio è legittimo, data la credibilità che questo governo sta guadagnando specialmente in questo ultimo periodo, guidato da un premier che ormai non guarda più in faccia nemmeno sua moglie, la quale, sfogatasi per il comportamento da patetico sciupa femmine che il marito tiene in politica, candidando alle europee i volti televisivi del suo harem, viene etichettata come manipolata dai giornali della sinistra, non risparmiando neanche lei dalle sue invettive trite e ritrite. Qui di manipolata c’è stata, piuttosto, la Festa del 25 Aprile, la Festa di Liberazione dal nazifascismo, e non festa della libertà, come propone Berlusconi, subdolo anche in quest’occasione per appropriarsi di qualcosa che non è suo, e che non potrebbe essere più lontano dal suo modo di comportarsi. Un individuo che ha sempre snobbato questa ricorrenza, mancandole di rispetto ed etichettandola (anche questa) come “di sinistra”, come se ci fosse una colpa anche nelle verità più sostanziali ed andando a braccetto con ex e post fascisti. Quest’anno, fiutando l’aria, ha deciso di partecipare anch’egli, “perché di questa festa non se ne appropri solo una parte”, “il 25 Aprile non lo lascio alla sinistra”, come se la sua presenza desse maggior valore e credibilità alle celebrazioni di un giorno che c’è sempre stato, anche senza di lui che vuole farne una festa personale. E infatti giornali e tv di regime danno quest’immagine della celebrazione, di una sola persona che con la sua presenza ha dato alla festività quel tocco in più che prima mancava. Il valore aggiunto, in verità, sono le macerie, dato che, di certo, il Presidente del Consiglio, non poteva lasciare la passerella solo alle forze di opposizione, dopo aver aumentato la cubatura della propria immagine proprio nelle zone terremotate. Una strategia che in un paese estraneo alla mafia non sarebbe neanche immaginabile, dopo quello che è accaduto a causa del terremoto in Abruzzo. Si converrà che è folle oltre che servile tributare onori a Berlusconi in queste circostanze, il quale, per ciò che concerne la tragedia aquilana, prima, firmò per la declassificazione del capoluogo a zona A2 (in tal modo la città non è stata inclusa tra quelle a maggior rischio sismico), in seguito, si è reso artefice di agghiaccianti dichiarazioni: dall’iniziale rifiuto di aiuti esteri per la ricostruzione, ai successivi spot riguardanti l’edificazione di una fantomatica “new town” (un ghetto residenziale), con cui dare il via al suo famoso piano casa; dal considerare gli sfollati ospitati negli alberghi della costa “in vacanza al mare” e quelli nelle tendopoli “in campeggio pagato dal governo”, al rifiuto di accorpare il referendum nell’election day del 6 e 7 Giugno (con conseguente risparmio di 4-500 milioni di euro da destinare ai terremotati) perché altrimenti “la Lega avrebbe fatto cadere il governo”, al ritenere inutili le indagini sui crolli data l’impossibilità che qualcuno abbia volutamente costruito infischiandosene delle regole (forse perché qualcuno potrebbe scoprire chi e con quali materiali scadenti sono stati edificati i palazzi sbriciolatisi); senza dimenticare le sue invadenti passerelle telegeniche per ottenere facili ed indifesi consensi e l’intenzione di cavalcare l’onda emozionale portando addirittura il G8 sul teatro della sciagura. Come facciamo a stare tranquilli di fronte alla febbre suina quando c’è un’emergenza democratica e civile che sono ancora in pochi a riconoscere?

Postato da: sagufo a 13:18 | link | commenti (4)