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Ascolti natalizi: Rolling Stones "The singles collection - The London years", Stevie Wonder "Songs in the key of life", Megadeth "Anthology: Set the world afire", Matt Bianco "The best of", Cerrone "Culture".
Venerdi mi sono recato ad Avezzano (Aq) per assistere al Concerto di Natale nella cattedrale cittadina, nel corso del quale ogni anno viene consegnato il Premio "Anna Luce" per la poesia: questa volta l'ospite è stato Roberto Vecchioni.
Un concerto insolito, irripetibile, inimmaginabile e di un'intensità unica. Già mi ero perso la tournè acustica di tre anni fa, culminata nello splendido live "Il contastorie", questa volta volevo proprio esserci. Vecchioni si è esibito accompagnato da un quintetto d'archi e un pianoforte, in un'atmosfera suggestiva, per una performance insolita, nella quale ha alternato alcuni brani dal suo repertorio a brani altrui, poesie, letture e anche brani di Natale!
I pezzi sono stati tutti riarrangiati decisamente bene, e lui è stato molto partecipe, donando, come al solito, parole dense ed importanti.
La sera di lunedi scorso è stata l'inizio della "notte dei cristalli" della democrazia in Abruzzo, una serie di colpi pesanti scoppiati contro questa terra e dentro questa terra. Il pessimo governo nazionale è riuscito a gettare le sue reti anche qui, la nube tossica della distruzione berlusconiana si appropinqua, con la vittoria di Chiodi a Presidente della Regione, uno dei tanti valletti del Presidente del Consiglio, e già indagato, tanto che gli hanno spostato il processo a Gennaio per permettergli di concorrere alle elezioni. Metà degli abruzzesi non è andata al voto, perchè disillusi dopo lo scandalo della scorsa estate, perchè sfiduciati in questa pseudo opposizione di governo che prende il nome di centro sinistra, o perchè idioti compiacenti di dare al PdL un voto in più, che tanto quelli del centro destra ci sono andati in massa a votare.
Nonostante l'attuale operato del governo, il marciume nel quale l'Italia sta sprofondando, la violenza verbale e l'ignoranza cronica di questi politici che decreto dopo decreto si stanno mangiando un paese in pezzi, le persone sono state capaci, forse perchè cieche, sorde, o, ancora peggio, e Dio ce ne scampi, conscie delle proprie azioni, di dare l'Abruzzo nelle mani di Berlusconi, che è riuscito a vincere con una mezza cartuccia sconosciuta ai più, un signore che già all'inizio della campagna elettorale voleva operare una sorta di mercimonio di voti con la sua "bancarella di Gianni", promesse di lavoro in cambio di preferenze in cabina elettorale, salvo poi ritirare il tutto pochi giorni dopo.
E un altro colpo sparato a freddo è stato il puntuale arresto del sindaco di Pescara D'Alfonso, capitato chissà come proprio poche ore dopo che la vittoria del centro destra si profilava inevitabile, quando, già una settimana prima, D'Alfonso si era stranamente dimesso dalla sua carica di primo cittadino e di segretario regionale del PD. Una storia di tangenti e appalti, in cui sono coinvolti anche imprenditori, come Toto, il patron di AirOne tanto vicino a Berlusconi, nonchè uno dei "capitani coraggiosi" della cordata Cai, la nuova Alitalia, che si spartirà tutti i pochi utili rimasti.
Inutile dire che l'anno prossimo nel comune adriatico ci saranno nuove elezioni, ed è inutile immaginare cosa potrà succedere.
Intanto il governo avanza, in una disgustosa parata pre-natalizia nella quale il bue dà del cornuto all'asino, i tg di regime si sbizzarriscono nel trovare in questi nuovi scandali un filo diretto con la Tangentopoli della sinistra, che sarebbe cominciata con Craxi (proprio così), il Presidente del Consiglio Fini accusa di fascismo la Chiesa di Pio XII e un ministro, d'accordo con la Chiesa, si prende il lusso di decidere sulle sorti e sulla disperazione di una famiglia, ben diversa da quella che, comunque, attraversano, proprio in questo periodo, tante famiglie italiane.
Povera patria! Schiacciata dagli abusi del potere
di gente infame, che non sa cos'è il pudore,
si credono potenti e gli va bene quello che fanno;
e tutto gli appartiene.
Tra i governanti, quanti perfetti e inutili buffoni!
Questo paese è devastato dal dolore...
ma non vi danno un po' di dispiacere
quei corpi in terra senza più calore?
Non cambierà, non cambierà
no cambierà, forse cambierà.
Ma come scusare le iene negli stadi e quelle dei giornali?
Nel fango affonda lo stivale dei maiali.
Me ne vergogno un poco, e mi fa male
vedere un uomo come un animale.
Non cambierà, non cambierà
si che cambierà, vedrai che cambierà.
Voglio sperare che il mondo torni a quote più normali
che possa contemplare il cielo e i fiori,
che non si parli più di dittature
se avremo ancora un po' da vivere...
La primavera intanto tarda ad arrivare.
(Povera patria, Franco Battiato)
Audio: Una compilation di musica africana, "Merveilles du passe Congo-Zaire - Best of 1970", "It's time" di Max Roach, "The greatest" di Ollie Halsall e "Fordlandia" di Johann Johannsson, dischi molto interessanti.
Video: Mi son piaciuti "Piano, solo" di Riccardo Milani (2007), "Quando sei nato non puoi più nasconderti" di Marco Tullio Giordana (2005), e soprattutto "L'amore ritrovato" di Carlo Mazzacurati (2004), bellissimo.
Non so se sono più stanco o disgustato da quello che accade in questo paese, che mi annoia parlare di quello che sta accadendo tra le procure di Salerno e Catanzaro, dove la prima indaga legittimamente sull'operato poco chiaro della seconda: Catanzaro mandò via lo scomodo De Magistris, e Salerno, a cui compete indagare sulla procura calabrese (e non viceversa), ha trovato infondate le accuse mosse a De Magistris ma invece degne di approfondimenti le denunce che il pm esiliato presentò dopo la sua cacciata e dopo che gli furono tolte le importanti indagini alle quali lavorava, e che facevano luce su intrecci tra politica, mafia e magistratura.
E questa sarebbe la "guerra tra pm e procure" sbandierata a destra e a manca da tg e giornali.
Il solito modo di mistificare la realtà, in quest'Italia patetica in cui, di fronte all'assurdità del rifuto a permettere le indagini da parte di Catanzaro, barricatasi dietro folli denunce che, tra l'altro, non può presentare direttamente contro Salerno, il Presidente (assente) Napolitano sospende, come in un gioco, i due capigruppo, e i vari parassiti di governo s'indignano e promettono indagini su quest'atto liberticida di Salerno che avrebbe osato incrinare il grigiume che domina sulla giustizia italiana e che, a quanto pare, continuerà a stagnare sempre più, mano a mano che il circo si sposterà.
Un bel weekend, torno dalle Marche, sono stato a Recanati (Mc), ieri in visita nella casa di Giacomo Leopardi, dove ho provato delle emozioni uniche, nelle cui stanze ho sentito sensazioni indescrivibili.
E oggi tanta allegria di festa:
Ottanta volte giro giro tondo
abbiam visto girar la terra
ma caduto non è il mondo
nonostante qualche guerra
Ottanta volte Carmine Di Giovanni
ha passato inverni e primavere
superando crisi e affanni
ci ha donato risate sincere
Ottanta anni fa da Torrevecchia
ha visto giorni dolci e amari
la sua mente non è vecchia
e sempre vicino sta ai suoi cari.
Buon compleanno Zio Minuccio mio
questo è un augurio e mai un addio
Ascolti: Afterhours "Cuori e demoni", Cream "Disraeli gears", Quintorigo "Le origini", David Gilmour "Live in Gdansk".
Libro: "Lo Spirito e altri briganti" di F. Guccini e L. Macchiavelli (2003)
"Interesserebbe sapere se questa gustosa iniziativa della porno tax, varata nei dieci minuti dell’ultimo Consiglio dei ministri dedicato alla manovra anti crisi, sia stata pensata di notte, tra le lenzuola in seta e la penombra di quelle tre ore di sesso (consenziente tra adulti) che il premier si vanta di praticare quotidianamente. A riprova della sua prestanza fisica, chimica (e onirica) che ogni giorno esibisce in un vento di parole, commuovendoci.
O se sia farina del sacco di ex signorine da calendario, cresciute nel frattempo dentro a carriere politiche che le hanno rese (giustamente) ricche, spietate, moralizzatrici. E per di più vendicative con le debolezze che un tempo piegarono la loro tempra, fin troppo giovani e ingenue, poverine, affamate di qualche spicciolo. Vittime per di più di quel permissivismo figlio del ‘68, e di quel disordine etico, da liquidare immantinenti. Magari sanzionandolo con l’unico corrispettivo riconosciuto, il denaro, come ai vecchi tempi, ma nella sua forma più disumana: le tasse.
Il resto della manovra si capisce benissimo. Ci sono da recuperare - oltre ai milioni di miliardi dissipati dalle truffe della finanza planetaria - i soldi sperperati per tenere in piedi il buco nero di Alitalia, per aver cancellato l’Ici e per aver allentato i controlli sulla solita evasione fiscale. Si capisce pure la doppia tassa inflitta ai 4,5 milioni di abbonati di Sky, la tv a pagamento che si sta confermando come una delle poche fonti di notizie non controllate direttamente dal governo. Una tv concorrente dell’impero Mediast da penalizzare con l’inchiostro della legge ad personam." (P. Corrias 4/12/2008)
"Se l’Unità esce in formato minigonna, oggi questa pagina esce in perizoma. C’è chi per protesta fa lo sciopero della fame, chi della sete. Io faccio lo sciopero delle righe. In realtà è l’argomento che mi disgusta. Ma tacere è peggio. Lui e loro contavano proprio su questo. Sempre meno righe. Poi tutto si dimentica, tutto passa, tutto si aggiusta, in Italia. Uno Sgarbi che ti difende lo trovi sempre, o un Guzzanti, un Cossiga.
Più si è estrosi più si difende l’indifendibile. Anche Villari. Anche Totò Riina. (Per ora lo difendono i figli, domani chissà). C’è, a sinistra, chi ha chiamato arte i peti di Alvaro Vitali. Fanno stracult. Siamo italiani. A destra e a sinistra siamo riusciti a credere, sia che Di Pietro fosse l’arcangelo Gabriele, sia che i magistrati di Mani Pulite fossero la feccia umana. Siamo figli di gente che si scorticava le mani a Piazza Venezia come se le scorticò a piazzale Loreto. E non cambiamo mai. Un giorno lo scoprirà anche Berlusconi. Ma forse lo sa già, se è vero che sulla collinetta di Villa Certosa c’è la ‘panchina Bonaparte’, quella originale dicono, comprata a un asta, di Napoleone in esilio a Sant’ Elena.
Tacere è peggio, anche se tornarci sopra disgusta. Parlo del senatore Villari, che si è seduto sulla panchina di vigilante della Rai, votato dal centrodestra e da due cecchini del centrosinistra, perché noi siamo anche gente che si spara addosso. Ma non è lui che conta, non era nessuno ieri, non sarà nessuno domani. Contano le parole e i fatti. Le sue: “Mi dimetterò non appena sarà trovata una soluzione condivisa. E quelle di Rosy Bindi e degli altri impoltronati del PD a Palazzo San Macuto: “Se Villari non si dimette, ci dimettiamo noi.
La soluzione condivisa è stata trovata: Zavoli. Per trovarla abbiamo dovuto spacchettare un monumento. Rompere gli zibidei a un’ottantenne. E mancargli pure di rispetto. Villari non si è dimesso. Rosy Bindi neppure. Gli altri manco a parlarne. Sui giornali, già non è più notizia. Il gioco è fatto.
Con questi esempi avete sfasciato il Paese. La colla che ci univa. Continuerete a perdere voti (il mio, sicuro) e come pesci lessi (con gli stessi occhi) continuerete a chiedervi perché. Anche adesso, state pensando: ‘Gli italiani hanno ben altri problemi, neppure sanno cosa sia la commissione parlamentare di vigilanza.’ Vero. Ma se il centrosinistra si dimetteva in blocco, perdendo poltrone ed emolumenti, qualche testa si sarebbe alzata da questa folla china. Fiera dell’esempio. Ci avete tolto la fierezza, la condivisione di un ideale alternativo a quello del liberismo sfrenato, il senso di appartenenza, non dico a un partito, ma a uno stile di vita. Siete uguali. Finché non darete l’esempio di una prova contraria. Quel giorno ne saremo felici.
Per ora, nel mio piccolissimo, mi godo il mio sciopero, quello di scrivere mezza pagina per protesta, naturalmente non voglio essere pagato. (L’amministrazione de l’Unità non lo metta a borderò).
Ricordate “Shining” di Stanley Kubrick? Jack Nicholson interpretava Jack Torrance, un insegnante disoccupato che accetta di fare il guardiano invernale di un albergo in Colorado per ritrovare la serenità familiare e la sua ispirazione come scrittore. E ricordate il romanzo che scrisse? C’era solo una frase, una riga, ripetuta ossessivamente per centinaia di pagine. “Il mattino ha l’oro in bocca’.
Fate conto che abbia scritto per tutta la pagina: Villari non si è dimesso e neppure i commissari del centrosinistra si sono dimessi. Villari non si è dimesso e neppure i commissari del centrosinistra si sono dimessi. Villari non si è dimesso e neppure i commissari delcentrosinistra si sono dimessi. Villari non si è dimesso e neppure i commissari del centrosinistra si sono dimessi. Villari non si è dimesso e neppure i commissari del centrosinistra si sono dimes..." (Il racconto di Jack Folla, l'Unità 4/12/2008)
Ascolti: Ho riascoltato con piacere e profonda ammirazione la discografia completa di Fabrizio De Andrè, compresa "Effedia - Sulla mia cattiva strada", l'ultima raccolta pubblicata, colonna sonora del film "Un destino ridicolo", tratto dal romanzo omonimo che De Andrè scrisse con Alessandro Gennari nel '96.