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Vergogne:
- Il candidato del PdL alla Presidenza della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, uno dei tanti valletti di Berlusconi, è arrivato a proporre, all'inizio della sua campagna elettorale, una sorta di scambio voto-promessa di posto di lavoro: questa sorta di mercimonio politico, nella quale si invitavano i giovani a recarsi presso la "bancarella di Gianni" per lasciare le proprie generalità, curriculum, informazioni su area di interesse lavorativo e quant'altro, in vista di un promettente colloquio in seguito ad un esito favorevole delle elezioni, ha fatto improvvisamente dietrofront. Purtroppo per Chiodi, che, un paio di giorni dopo, aveva fatto togliere il filmato nel quale si spiegava la faccenda, il video è stato recuparato, ed è visibile in questo link, assieme ad un articolo apparso in settimana su la Repubblica:
http://www.repubblica.it/2008/11/sezioni/politica/elezioni-abruzzo/chiodi-offre-lavoro/chiodi-offre-lavoro.html?ref=kwhpt2
- In Basilicata, il gruppo regionale dell'Msi, per cercare di dare una spinta al ripopolamento di cinque piccoli comuni, offre 1500 euro a chi metterà al mondo un figlio. Le condizioni: che il nome del nascituro sia Benito o Rachele, e che la somma venga spesa per carrozzini e fasciatoi.
- Il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha affermato che, all'inizio degli anni '90, l'inchiesta Mani Pulite ha messo fine a cinquant'anni di benessere.
- Altre grandi misure prese dal governo per combattere la povertà: solo che al posto di "social card", proporrei un nome più consono e magari adatto anche ai non anglofoni, ad esempio "elemosina", o, al limite, tessera annonaria...
Senza contare che Mastercard, che fornirà le tessere, guadagnerà una percentuale...
Forse per questo Berlusconi diceva che per uscire dalla crisi "bisogna consumare di più"... Un ragionamento che con la social card non fa una piega...
Berlusconi dovrebbe una volta per tutte imparare a stare zitto, perchè io ho già un paio di cose fin troppo consumate, a furia di girare...
Ti prego chiamami tesoro adesso La pioggia mi feriva E io sono quello a cui Il sano non crede al malato E nuda è la strada e i binari e le insegne Siamo orfani ora Io te e la strada E nuda è la strada e i binari e le insegne Siamo orfani ora (Orfani ora, Vinicio Capossela)
mentre piove e l’aria è fredda
e ogni goccia d’acqua che mi sta bagnando
mi parla un po’ di te
sono giorni che cammino senza meta
portandoti per mano
se anche torneremo uguali a prima non importa
se dovrò mandarmi in cenere
per ritornare a vivere
e non avevo più parole
ora è diventata neve
e cade morbida..
fai accender sigarette
e sono quello
per cui le hai accese tu
e si annoia alla malattia
se avevi dei ricordi ora
ora son passati a me
e sono nudo per strada
da quando non mi copre il tuo sguardo
e nuda sei tu
il mondo ora è nudo
se non lo copre il tuo sguardo
io te e la strada
se non si divide il buio
si tradirà sempre la luce
se non si divide il buio
si tradirà sempre la luce
e nuda sei tu
il mondo ora è nudo
se non lo copre il tuo amore
siamo orfani ora
io te e la strada
se non si divide il buio
si tradirà sempre la luce
Ti prego chiamami tesoro adesso
mentre piove e l’aria è fredda
e sono giorni che cammino senza meta
portandoti nel cuore
Ascolti: I lavori solisti di Richard Wright, di cui mi ha colpito più "Wet dreams" che "Broken China", Riccardo Zappa, già nominato un paio di settimane fa, con "Celestion" e "Trasparenze", mi hanno esaltato "Arkeology" del grande Trilok Gurtu, e il sound di Fela Kuti, assieme a Ginger Baker in "Live!" e presente anche nella bella compilation "Africa Funk", infine la fusion di Bireli Lagrene in "Inferno".
Film: "I diari della motocicletta" di Walter Salles (2004).
Vergogne:
- I 16 alti dirigenti della polizia assolti nel processo che li vedeva imputati per il massacro avvenuto nella scuola Diaz a Genova, durante il famigerato G8 del 2001, dove furono pestati, torturati e insultati manifestanti che dormivano inermi, con la falsa scusa di avervi trovato delle molotov, che poi si è scoperto introdotte dalla polizia stessa. Si attendono le motivazioni.
- La Chiesa e il suo "accanimento poco terapeutico" nei confronti della povera Eluana Englaro, inaspritosi dopo la sentenza sul suo trasferimento.
- La politica sempre più becera di questo governo di clown.
Ascolti settimanali: Un pò di Subsonica, un pò di Giorgio Gaber, e ho riascoltato "Original Soundtracks No. 1" dei Passengers e "Twin Peaks OST" di Angelo Badalamenti, mitico.
Una gran bella settimana, con diversi eventi, come la laurea di Marina, e conclusa come si conviene ieri sera con l'edizione 2008 delle Cantine Aperte a S. Valentino!
Vergogne:
- Cominciamo col dire che l'approdo in tv (Odeon) di Licio Gelli, maestro venerabile della loggia P2 (non serve spiegare cosa fosse la loggia Propaganda 2 e il suo piano di rinascita, almeno me lo auguro), rappresenta un eclatante e squallido passo in avanti di un disegno che, dagli anni '70, mina le fondamenta fragili della democrazia italiana, opera portata avanti con gran foga dall'attuale governo e dai loschi figuri piduisti che lo compongono.
- A braccetto con la P2 va anche il fascismo e, guarda caso, dopo gli ignobili fatti occorsi durante la manifestazione studentesca di due settimane fa, il fascismo rampante dà l'assalto agli studi di Rai 3 e della trasmissione "Chi l'ha visto?", rea di aver mostrato filmati degli scontri di cui sono stati protagonisti neofascisti. Come se nulla fosse successo, ci pensa prima il Sen. Dell'Utri a rincarare la dose, esprimendo una dubbia nostalgia per i tempi balilla e criticando la redazione giornalistica di Rai 3, poi l'ex Presidente della Repubblica Francesco Cossiga che, non sazio delle deliranti dichiarazioni passate sulla strategia della repressione e della mistificazione, aggiunge, in una lettera al Capo della Polizia Manganelli:
"Osando contro l’osabile, caro Capo, vorrei darLe un consiglio. Gli studenti più grandi, anche se in qualche caso facendosi scudo con i bambini, hanno cominciato a sfidare le forze di polizia, a lanciare bombe carta e bottiglie contro di esse e a tentare occupazioni di infrastrutture pubbliche, e ovviamente, ma non saggiamente, hanno reagito con cariche d’alleggerimento, usando anche gli sfollagente e ferendo qualche manifestante. È stato, mi creda! un grande errore strategico. Aspetterei ancora un po’ adottando straordinarie misure di protezione nei confronti delle sedi di organizzazioni di sinistra. E solo dopo che la situazione si aggravasse e colonne di studenti con militanti dei centri sociali, al canto di ‘Bella ciao’, devastassero strade, negozi, infrastrutture pubbliche e aggredissero forze di polizia in tenuta ordinaria e non antisommossa e ferissero qualcuno di loro, anche uccidendolo, farei intervenire massicciamente e pesantemente le forze dell’ordine contro i manifestanti, ma senza arrestare nessuno. Il comunicato del Viminale dovrebbe dire che si è intervenuto contro manifestazioni violente del Blocco Studentesco, di Casa Pound e di altri manifestanti di estrema destra, compresi gruppi di naziskin che manifestavano al grido di ‘Hitler! Hitler!’. Questo il mio consiglio."
- Barack Obama è stato eletto Presidente degli Stati Uniti d'America. Una notizia sensazionale, importantissima per la storia contemporanea, non solo quella politica. Anche e soprattutto sociale, morale ed umanitaria. Obama è un presidente nero, è giovane, anagraficamente e di idee. Anche se farà solo la metà di quello che ha promesso sarà un trionfo. Una nuova speranza per tutti, non solo americani, una svolta epocale, il sintomo che il mondo comincia a girare un pò nel verso giusto, una nuova alba per le politiche ambientali e per i rapporti internazionali, mai come in questo momento difficili, dopo il disastro Bush, tanto per dirne un paio. Un sogno per una speranza di cambiamento futura.
E in Italia cosa succede? Si parla delle dichiarazioni di benvenuto di due imbecilli al governo, che mettono in ridicolo il nostro paese agli occhi di tutte le testate giornalistiche mondiali. Non solo. Obama sembra un marziano, è questa una delle cose che colpisce di più, è un politico nuovo, e per questo diverso. Questo pensiero mi fa sentire ancora di più il peso del marcio che abbiamo nel nostro paese, con un Presidente del Consiglio come Berlusconi, poi. Fa sentire, al paragone, l'Italia ancora più vecchia, arretrata ed incatenata.
Spero si prospetti davvero un cambiamento, che è appena cominciato.
Ascolti settimanali: "Smoking blues" bootleg di un concerto svizzero del '70 dei Pink Floyd, "Contro" dei Nomadi, "Wild live!" del chitarrista rock blues Popa Chubby, "Black ice", il nuovo degli Ac/Dc, "Chatka" di Riccardo Zappa, uno dei migliori chitarristi acustici italiani degli anni '70, "Terra e libertà" dei Modena City Ramblers e il grandissimo "Love" dei Beatles.
Film: "Pasolini, un delitto italiano", di Marco Tullio Giordana (1995)
Libro: "Il balordo" di Piero Chiara (1967)
Vinicio Capossela – “Da solo”
Cosa ci fa Vinicio Capossela nel panorama musicale italiano moderno? Porta una talentuosa boccata d’aria fresca, ed è uno dei pochi che riesce con un album nuovo a portare in quel mondo qualcosa di davvero buono. “Da solo” ha finalmente colmato l’attesa che è andata crescendo da quell’assurdo e geniale capolavoro che è stato il predecessore “Ovunque proteggi”, il miglior disco del 2006. E Capossela stupisce con un lavoro che, a parte alcuni stilemi e consonanze melodiche, è meno immediato e si discosta abbondantemente dal precedente. Un album che, come evidenzia anche il titolo, è soprattutto intimo, tenue, delicato, profondo e da masticare più volte prima di cominciare a digerirlo. <<E' nato quando mi sono messo ad aprire scatole e scatoloni con all'interno frammenti del mio passato. Succede a tutti di fare i conti con i ricordi, e quando apri una scatola non sai mai dove andrai a finire>>. Un disco che a tratti sembra una ninnananna, per altri versi una confessione, una preghiera, sottolineata da arrangiamenti scarni nei quali è il pianoforte a farla da padrone, accompagnato da <<strumenti inconsistenti: chitarre fantasma, cristallarmonio, strumenti giocattolo, theremin, il fantastico mighty Wurlitzer teather organ>>. “Da solo” segna una maggiore maturità, a partire dai testi, personali e profondi come non mai, l’autore lo definisce <<una resa dei conti>>, un lavoro che <<ha molto a che fare con la mia vita, con la capacità di essere sinceri con se stessi>>, dove la musica accompagna, sicura e discreta, la voglia di raccontare e raccontarsi, in un <<piccolo inno solenne applicato alla vita>>.
Capossela è stato ispirato da un’America che non c’è più, il continente epico e solitario del 900, il paese dei luna park con i freak show, pieni di insegne luminose e di attrazioni strambe e stravaganti, dove spesso predomina la finzione, come quelle del mago Christopher Wonder, incontrato in Arizona, e che avranno tanta parte nella nuova tourné. La stessa bizzarra atmosfera che si respira nella prima traccia, “Il gigante e il mago”, una specie di filastrocca, una dolce, nostalgica ed insolita preghiera per il recupero dell’infanzia, contraddistinta dall’uso di strumenti che rimandano proprio al mondo meraviglioso del circo e del luna park, e che introducono bene ed in maniera prorompente ai successivi brani. Dove l’atmosfera si fa più delicata, con il singolo “In clandestinità”, e dove le parole hanno sempre più qualcosa di intimo e sofferto: “Come un uccello che ha provato ad esser libero e che muore appena fuori sono restato senza ali e senza te. Qualcuno mi protegga da quello che desidero o almeno mi liberi da quello che vorrei. Dall’obbedienza e dal timore e dalla viltà guadagnar la libertà dalla clandestinità”. Da notare come la dolcezza delle parole venga celebrata dagli arrangiamenti e dall’uso di strumenti quali i campanelli, il glockenspiel e gli archi appena accennati di “Parla piano”, che tengono col fiato sospeso e tratteggiano una delle migliori atmosfere dell’album, dove è l’amore lo struggente protagonista, assieme al timore di mettersi a nudo e di condividere se stessi assieme ad un’altra persona. Segue il divertissement anni ’30 di “Una giornata perfetta”, divertente e spensierata, e “Il paradiso dei calzini”, delicata e geniale metafora della solitudine umana e della vita, in cui il paradiso è il premio per tutti gli sfortunati, gli spaiati, come quei calzini bucati e gettati via, perduti per strada o scoloriti.
“Orfani ora” è forse la vetta più alta del disco, una sofferta e cosciente confessione, una profonda riflessione sull’amore perduto: la privazione rende smarriti, nudi, orfani.
<<E' un album nato da diverse esigenze, per esempio quella di ritrovare l'inverno, la stagione che preferisco e che sento più intima, ma che sembra essere sparita del tutto. E' una delle cose che sento più mie e ho voluto esprimerla in questi brani dove il focolare siamo io e il mio pianoforte, con un coro di strumenti attorno che sembrano quasi essere evanescenti>>. Questa esigenza l’ha spinto a scrivere “Sante Nicola”, figura a cui Capossela è molto legato, e che in un recente passato è stato anche soggetto di alcuni suoi recital; l’inverno rimanda all’immagine calda, di fronte ad un camino, dell’infanzia, ancora presente, in un’attesa natalizia di cui il santo è l’archetipo del dispensatore di doni preziosi, da sussurrare: “Sante Nicola ci ha portato in dono le parole per parlarci e scaldarci il cuore che povertà non sapersi parlare e vedersi passare vicini e muti nel rancore”, un’esortazione a comunicare per sciogliere il ghiaccio che si ha dentro.
C’è vita che passa, amore che scorre, solitudine, racconti, fotografie e cartoline malinconiche in “Vetri appannati d’America” e “Dall’altra parte della sera”.
Questa parte finale dell’album raccoglie qualcosa delle ultime tracce del suo predecessore, i testi si fanno ancor più personali, intensi e le melodie scarne ed impressioniste. “La faccia della terra” è l’ultimo brano composto per “Da solo”, e registrato in Arizona assieme ai Calexico, una canzone le cui storie ed i riferimenti biblici parlano di terra, come luogo materiale e spirituale del ritorno, luogo di umori, istinti e sentimenti. “Lettere di soldati” è una perla acuta e desolata, una lampadina che dondola al ritmo dei battiti di cuore, ondeggia assieme alle note del pianoforte, e ad ogni oscillazione illumina una parte di buio, messa in evidenza dagli accenti delle frasi, parole che fanno luce ad intermittenza, come la vita durante la guerra, la disperazione della morte ingiustificata causata dalle armi, lontano da casa. Gli ottoni intensificano il brivido e cullano placidamente l’atrocità di vite che lasciano solamente lettere d’amore, nel freddo nonsense della guerra.
L’album si conclude con “Non c’è disaccordo nel cielo”, una cover del ’14 per la quale l’artista ha riscritto il testo; un desiderio di salvezza, una speranza, una fiducia che va oltre il vivere quotidiano e i suoi ostacoli. “A volte non vedo nel cielo che nuvole gonfie e mistero e salendo nel vapore leggero altro non vedo e non so. Né anime bianche né salmi che cantino gloria con noi né vecchi compagni né amanti che dividano il cielo con noi. Così resto solo col cielo e altro non vedo e non so ma se tutto è nascosto nel cielo al cielo io ritornerò”. “Da solo” è un disco diverso dagli altri di Capossela, magari meno coinvolgente e sperimentale, un paio di volte affiora anche qualcosa di musicalmente già sentito da parte dello stesso Vinicio, ma nel quale l’autore si mette a nudo, donandoci sensazioni ed emozioni intime e profonde, semplici e disarmanti, quelle di un grande artista.
Ascolti: John Patitucci "Heart of the bass", Hiram Bullock "Corrasco", L. Konitz & M. Petrucciani "Toot sweet", Biba Band "Biba Band Live", e naturalmente Vinicio Capossela "Da solo", a breve la recensione.
Film: "Akira" di Katsuhiro Otomo (1988)