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visitato *loading* volte
Tra un pò di tempo si dovrà vedere nuovamente i balilla sfilare e la gente tornare ad indossare il fez
In questo ponte ho visitato posti nei quali mi è parso che il 25 Aprile sia una ricorrenza sentita, forse proprio come reazione al loro prevalente colore politico, e soprattutto dopo le recenti elezioni e quello che, in materia di Liberazione, già sono stati capaci di dire e di fare.
Sono state delle giornate piene di sole, bel tempo, caldo e piacere di girare in macchina e a piedi lungo il nord Italia. Posti che non avevo visto o che ho rivisto e riscoperto con piacere, che mi hanno appagato, divertito, meravigliato. Il mio viaggio è passato per Modena, per Verona, per Mantova e la sua provincia. Praticamente tre regioni. Città che sono state tappe della voglia di partire, viaggiare, andare, guardare e scoprire, sentendosi un pò più arricchiti e meglio dentro. Così come per l'ottima e particolare cena "tipica" di sabato sera, le notti, le parole, le risate, i passi e i kilometri di strade.
E questa settimana fa già sentire l'odore di un altro bel ponte di vacanza...
Musica musica: Red Hot Chili Peppers ("Mother's milk"), Piero Pelù ("Fenomeni"), R.E.M. ("Accelerate"), Baustelle ("Amen").
Ah, finalmente parte il ponte del 25 Aprile
Vergogne:
"Bella ciao? Ad Alghero è cancellata dalle canzoni previste per il 25 aprile. La banda musicale, infatti, non suonerà la canzone simbolo della festa della Liberazione perché il sindaco del centro catalano «non vuole». È la nuova polemica che contrappone il centro sinistra al centro destra in occasione della festa della liberazione d'Italia. In compenso la banda musicale potrà suonare solamente l'Inno di Mameli. Per ascoltare o cantare Bella Ciao si dovrà attendere il corteo "laico" che seguirà la manifestazione. (…) Il primo cittadino di Forza Italia spiega che «
"Non è per niente strano che, nel giorno in cui Berlusconi (ma quanto sarà simpatico!) mima l’eliminazione fisica di una giornalista russa, alcuni colleghi italiani continuino a esaltare le gesta mediatiche del cavaliere dei nostri stivali. Nell’occasione, Paolo Liguori, a Omnibus, ha superato se stesso (e non è facile), dicendo ai presenti, esterrefatti per certe uscite antifemministe, queste precise parole: «Permettete che tra i giornalisti e Berlusconi, io preferisco Berlusconi?». Ci mancherebbe. Tanto più che Berlusconi è il suo padrone e può dire e fare quel che vuole. Troverà sempre lui, o un altro dipendente disposto a esaltarne il genio politico, il buon gusto artistico e perfino sessuale. Ma Liguori non si è fermato qui e ha proseguito, spiegando così aspettative e compiti del nuovo governo: «Il Paese vuole che al ministero degli Interni arrivi uno capace finalmente di menare le mani». Ecco, dopo i fucili di Bossi e il mitra di Berlusconi, Liguori, nel suo piccolo, si accontenta di menar le mani. Prima o poi, una metafora ci seppellirà." (di M. N. Oppo - l'Unità 20/4)
Cavalca il tricheco
Solo la bellezza di una giornata come quella di ieri, passata per la maggior parte del tempo all'aria aperta in mezzo alla natura, può darmi l'energia e lo stimolo per scrivere qualcosa.
Preciso che su questo blog gli aggiornamenti potrebbero in avvenire essere sporadici, e spesso, quando ci saranno, saranno contraddistinti da un carattere politico, in entrambi i casi per la stessa ragione.
Musica per sopravvivere: Adele, Ardecore, Banda Ionica, Modena City Ramblers.
R.E.M. – “Accelerate”
I R.E.M. sono uno dei migliori gruppi del moderno rock mondiale, uno di quelli che si è conservato meglio (oltre 25 anni di onorata carriera) e soprattutto che, come pochi, ha saputo conseguire, bilanciandoli, risultati positivi sia in creatività che credibilità. Dopo il primo live ufficiale dello scorso anno, tornano con un nuovo album in studio, a tre anni e mezzo dal precedente, anche se la distanza di tempo sembra quasi maggiore. Infatti “Accelerate”, prodotto assieme a Jacknife Lee, si discosta molto dagli album e dal suono a cui i R.E.M. ci avevano abituato negli ultimi anni; un disco molto diverso dai precedenti, “Around the sun”, “Reveal” fino ad arrivare ad “Up”, che avevano ricevuto pareri discordanti di critica e pubblico: in “Up”, ad esempio, la band aveva dovuto rimescolare tutte le carte in tavola, dopo l’abbandono del batterista Bill Berry, e ne era uscito un lavoro con molta elettronica, onirico, a tratti cupo; niente a che fare con i toni solari e rilassati di “Reveal”, tanto meno con l’introspezione e il pessimismo di “Around the sun”. Qui è prima di tutto il suono ad essere diverso, è il rock classico che torna protagonista e ci si rende conto con una strana e piacevole sorpresa che, dopo qualche ascolto, questi brani entreranno, nella testa dell’ascoltatore, a far parte del repertorio di una band, mai ripetitiva, come i R.E.M. Dopo tre album, poi, si avverte davvero la presenza di un batterista, diverso, tra l’altro, da quello che aveva partecipato ai precedenti: è anche vero che il tipo di musica di “Accelerate” fa meglio emergere la batteria, comunque viene dato più risalto alla sezione ritmica.
Il titolo dell’album spiega molte cose, come hanno confermato, del resto, Stipe, Mills e Buck, ma non ci si può fermare a definire questo nuovo lavoro semplicemente ed approssimativamente come <<più veloce>>. Certo, brevi sono i brani come pure la durata complessiva del disco, accentuando questa sensazione di concretezza, di musica rock suonata e registrata senza fronzoli, molto diretta. Ma non è un disco di canzoni a tutta velocità. Ci sono anche momenti più quieti e riflessivi, altri in cui la velocità del tempo del brano non è fine a se stesso. E’ un bel disco rock tout court, e soprattutto vivace.
I suoni spesso sono più grezzi, a cominciare dalle chitarre distorte e dal canto di Stipe, ma ci sono buoni accorgimenti melodici, arpeggi acustici, cori molto frequenti dell’insostituibile Mills che creano respiro e che sono insieme un marchio ormai inconfondibile. I testi sono buoni, e continua ad essere indubbiamente grande la capacità di Stipe di scrivere ed incastonare assieme ai suoni liriche originalissime. In esse, come nella musica, sono ben bilanciati introspezione, allegria, riflessioni critiche e pessimistiche, cripticismo.
Se non c’è pressoché traccia dei tre lavori precedenti, se non in un paio di brani, affiora invece, qua e là, qualche lontano sapore ed atmosfera degli album che i R.E.M. hanno prodotto ancora prima, quali “New adventures in hi-fi” e i capolavori “Automatic for the people” e “Out of time”: sapori ed atmosfere, perché qui non si sta parlando tanto di strutture o suoni simili, quanto di qualcosa che certi brani o strumenti sono capaci di evocare, ad esempio l’uso di alcune chitarre ed arrangiamenti particolari. Penso a canzoni come “Houston”, “Until the day is done” e “Sing for the submarine”, dalle venature folk rock, le migliori del disco. Ma anche pezzi carichi di energia come “Living well is the best revenge” (un titolo che è quasi un manifesto programmatico, piazzato in apertura dell’album), “Man-sized wreath”, la prorompente “Horse to water”, il rock sognante di “Mr. Richards” o anche il singolo “Supernatural superserious” sono parti insostituibili di questo disco che acquisisce un gusto pieno e particolare anche grazie a loro. Un gusto ben definito di un album e di una band che forse trovano la migliore descrizione in una frase del brano che dà il titolo all’album: “Accelerate to make it slow, make it go”.
Ecco a chi stanno ridando in mano l'Italia:
Fini ha proposto di far pregare gli islamici in italiano, Bossi minaccia i fucili, Lombardo di far armare non più a salve quelli dei siciliani, e Berlusconi, dopo aver sparato a zero sul Presidente della Repubblica e fatto piani sulle dimissioni forzate di Napolitano in cambio di voti, continua imperterrito a sparare scempiaggini sulla sanità mentale dei giudici e sulla lotta alla mafia. E non è solo.
""Se il Pdl vincerà le elezioni rivedrà i testi di storia. Lo annuncia il senatore Marcello Dell'Utri, nell'intervista a Klaus Davi su You tube.
"I libri di storia, ancora oggi condizionati dalla retorica della Resistenza, saranno revisionati, se dovessimo vincere le elezioni. Questo è un tema del quale ci occuperemo con particolare attenzione - dice Dell'Utri -.
Menomale che c'è qualcuno, come Rosy Bindi, che risponde puntuale a queste affermazioni:
«Da sessant'anni viviamo in un continente pacificato e in una democrazia è grazie alla resistenza, alla lotta di liberazione dal nazifascismo e al 25 aprile. Se oggi siamo donne e uomini liberi, liberi anche di dire enormità come quelle pronunciate da Dell'Utri è grazie al sacrificio di centinaia di migliaia di italiani, partigiani e civili, intere famiglie, donne e bambini che hanno dato la vita per costruire un'Italia libera e democratica. Ma forse il senatore è vittima di un'amnesia, visto che parla anche di una fantomatica editoria in mano alla sinistra, dimenticando che il principale editore italiano nel settore libri e periodici è il suo sodale Berlusconi»
Ma c'è dell'altro, ancor più raccapricciante, e ne parla anche Marco Travaglio nel suo articolo di ieri:
"Il mafioso Vittorio Mangano era «un eroe». L'antimafia invece «è diventata una sorta di brand» usato da certi partiti «in modo strumentale per colpire qualcuno o per coprire la mancanza di contenuti». I pentiti di mafia «li conosco quasi tutti, ma fatico a trovarne uno sano». Pessimo anche l'altro strumento per scoprire i mafiosi: «Sulle intercettazioni saremo durissimi, perché c'è in ballo la libertà», soprattutto la sua. Quanto al
Facendo il pubblico elogio dell'omertà, il senatore Dell'Utri non specifica che cosa avrebbe potuto raccontare di lui Mangano, se avesse parlato: lo lascia all'immaginazione degli elettori. Perché naturalmente Dell'Utri, condannato in via definitiva a 2 anni per evasione fiscale, in appello a 2 anni per tentata estorsione mafiosa insieme al boss di Trapani Vincenzo Virga e in primo grado a 9 anni per concorso esterno in associazione mafiosa, è stato ricandidato dal Partito della Libertà Provvisoria a Palazzo Madama in un posto sicuro (numero 7) in Lombardia. Ma non dimentica le origini: quelle sue personali e quelle di Forza Italia, nata nel 1993 fra Palermo e Milano, con Mangano che faceva la spola tra le due città per conto di Provenzano, mentre nel Paese esplodevano le bombe. [...]"
"[...] Alla luce di tutto ciò mi chiedo se può mai essere coerente l’atteggiamento di una persona, in questo caso Berlusconi, che prima grida contro le mafie e poi sostiene e difende un capomafia, un sicario delle cosche, un trafficante di droga, un riciclatore. Si può mai sostenere un leader politico che considera eroe un mafioso, un uomo che si è macchiato le mani del sangue innocente di siciliani assassinati perché vittime di guerre fra clan, che propone per i magistrati test per la salute mentale e si scaglia contro i collaboratori di giustizia? Può mai un politico che si circonda di amici vicini a Cosa nostra, alla ‘ndrangheta, alla camorra, avere la fiducia dei cittadini? Possono le mafie, ancora oggi, dopo l’uccisione di magistrati, esponenti politici, sindacalisti, sacerdoti e giornalisti, avere la meglio sulla democrazia e sostituirsi all’insieme dei fini cui tende un governo, un partito? [...]" (Lirio Abbate)
Ecco un piccolo schema del numero di candidati nei guai con la giustizia per ogni partito:
"Popolo della libertà con 56 elementi; l'alleata Lega Nord segue a ruota con 9. Anche l'Udc è a quota 9. Il Pd ne ha 18. Il Partito socialista e la Sinistra Arcobaleno ne contano 3 per ciascuno, seguiti da La Destra con 2 e da Aborto No Grazie con 1. Totale: 101. L'unica lista con la fedina penale pulita è l'Italia dei Valori di Antonio Di Pietro." (da Voglioscendere.it)
Bravi, continuate così
Tanti auguri Federì!
Le ultime due volte che Berlusconi è venuto nella mia città, sotto campagne elettorali, io fortunatamente, o purtroppo, mi trovavo all'estero. Oggi spero che la giornata piena mi distolga dall'urgenza di recarmi in piazza a compiere qualche sano sproposito.
Il bel tempo sembra tornato. Tra i film visti questa settimana, il più bello è stato "Il Dottor Zivago", classico di David Lean del '65. Ricordandoci che venerdi è stato il quarantennale dell'uscita di "2001: Odissea nello spazio" di Stanley Kubrick, un film che è ancora adesso avanti di decine d'anni.
Gran bei dischi ho ascoltato e riascoltato in settimana, che meritano di essere segnalati, come "Accelerate", il nuovo dei R.E.M., che recensirò a breve. Poi "Metallo non metallo" dei Bluvertigo, riguardo i quali ho saputo che la reunion è vicina, e verrà sancita domani, quando registreranno il live per la trasmissione di Mtv "Storytellers", che diventerà poi un cd, antipasto per il nuovo lavoro in studio. Quindi i Muse, con il live "H.A.A.R.P.", che documenta i concerti tenuti lo scorso Luglio nel nuovo stadio di Wembley a Londra, e che conferma i Muse come una grande live band. Infine il primo omonimo album di Mauro Pagani, del '78, disco particolarmente interessante e che vede la partecipazione di artisti come la PFM e gli Area.
Qualche considerazione...
Proprio mentre a Verona si tiene in Vinitaly, scoppia il caso dei vini adulterati, sotto i riflettori soprattutto vini toscani e il passito. In diversi tipi di Brunello di Montalcino, annata 2003 (molto buona), pare non ci sia solo Sangiovese, come regola vuole, ma anche sostanze chimiche ed altri tipi di vini. Nel Chianti doc molte ditte hanno impiegato anche Montepulciano d'Abruzzo, è stato riscontrato, infatti, che molte ditte abbiano acquistato parecchi quintali di rosso dalla cantina sociale di Tollo (Ch).
Non posso che essere d'accordo con i vari contestatori di Ferrara, che in questi giorni si stanno dando da fare, in alcune zone d'Italia, nel subissare il leader antiabortista di proteste e generi alimentari. Ma non credo sia pienamente giusto. Sono convinto che, lo stesso trattamento, dovrebbe essere riservato anche ad altri leader politici che stanno tenendo comizi vergognosi in questi giorni...
Adriano Celentano ha preso posizione contro Berlusconi (che a Roma, in un incontro, assaggia mozzarella di bufala e finge di sentirsi male di fronte al pubblico) e contro il sindaco di Milano Moratti, preoccupato dello scempio edilizio che, secondo l'artista, investirà il capoluogo lombardo in occasione dell'Expo 2015. E fa bene.
Mastella proclama la sua assoluzione e pretende le scuse. Ma per cosa? Aspetti magari che i processi in cui è coinvolto si concludano e poi ne riparliamo, visto che, finora, gli sono stati riconosciuti i reati commessi ed altri, ben più gravi, aspettano di esserlo.
Stamattina l'acqua superava i marciapiedi.
When the day is long and the night, the night is yours alone,
When you're sure you've had enough of this life, well hang on
Don't let yourself go, 'cause everybody cries and everybody hurts sometimes
Sometimes everything is wrong. Now it's time to sing along
When your day is night alone, (hold on, hold on)
If you feel like letting go, (hold on)
When you think you've had too much of this life, well hang on
'Cause everybody hurts. Take comfort in your friends
Everybody hurts. Don't throw your hand. Oh, no. Don't throw your hand
If you feel like you're alone, no, no, no, you are not alone
If you're on your own in this life, the days and nights are long,
When you think you've had too much of this life to hang on
Well, everybody hurts sometimes,
Everybody cries. And everybody hurts sometimes
And everybody hurts sometimes. So, hold on, hold on
Hold on, hold on, hold on, hold on, hold on, hold on
Everybody hurts. You are not alone
(Everybody hurts, R.E.M.)
Piccoli esempi di televisione (una volta ogni tanto) intelligente: ieri sera Mtv ha passato in prima serata un live (addirittura) di musica decente (wow): il concerto di qualche settimana fa in cui i R.E.M. hanno presentato in anteprima il nuovo album a Milano. Più tardi, su Italia 1, è stato mandato in onda il film dei Griffin, divertentissimo, di cui vi ho parlato qualche tempo fa.
Un grosso esempio di televisione cretina: questo mostrare, da parte dei tg, in modalità <<vedo non vedo>> il filmato, trasmesso ieri sera da una tv locale pugliese (fatto già deprecabile), con annessi ed accentuati gli aspetti morbosi e voyeristici del caso, relativo alle indagini sul luogo dell'omicidio della studentessa di Perugia, poco dopo il misfatto.