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Da voltastomaco...
25/2/2008 "E' iniziata questa mattina, al processo per le violenze commesse nella caserma di Genova-Bolzaneto durante il G8 del 2001, la seconda parte della requisitoria dei pm Vittorio Ranieri Miniati e Patrizia Petruzziello. Gli imputati sono 45, tra appartenenti alle forze dell'ordine e medici.
La caserma di Bolzaneto, descritta oggi dai pm, è sembrata un girone infernale e un luogo di tortura fisico e psicologico: ragazzi e ragazze picchiate, tenuti ore e ore in piedi con le mani alzate, accompagnati in bagno e lasciati con le porte aperte, insultati, spogliati, derisi e minacciati di guai peggiori, tra cui la sodomizzazione, un salame usato come manganello, una mano divaricata e spezzata.
Le ragazze erano chiamate "Troie', "Puttane" come accadde a Sara Bartezaghi a cui agenti dissero anche, ricordando la morte di Carlo Giuliani: "Ne abbiamo ammazzato uno, ne dovevamo ammazzare cento". Il pm Ranieri Miniati ha poi fatto un riepilogo delle testimonianze più salienti delle parti lese durante il processo, tutte avallate dai ricordi di altri detenuti presenti nella caserma. Tra queste quella di Massimiliano A., 36 anni, napoletano, disabile al cento per cento."Gli agenti mi hanno preso in giro - aveva raccontato al processo - per la mia bassa statura, insultandomi con 'Nano buono per il circo', 'Nano di merda', 'Nano pedofilo'. Il pm ha anche ricordato che Massimiliano per un'ora non riusci' a farsi accompagnare in bagno, per cui si fece addosso i suoi bisogni e rimase sporco a lungo perché gli impedirono di pulirsi. Un altro episodio ricordato oggi riguarda Katia L. minacciata dagli agenti di farle fare la stessa fine di Sole (Maria Soledad Rosas), l'anarchica argentina che si suicido' in carcere dopo la morte del compagno, entrambi arrestati nell'ambito dell'inchiesta sugli attentati contro
Ma ci rendiamo conto di quante assurdità passano come fossero normali?...
25/2/2008 "I giudici della prima sezione penale del tribunale di Milano hanno accolto la richiesta dei difensori di Silvio Berlusconi e hanno sospeso il dibattimento del processo per i presunti fondi neri di Mediaset, legati alla compravendita dei diritti televisivi e cinematografici, fino al prossimo 21 di aprile. La sospensione era stata chiesta dalla difesa di Berlusconi con il contestuale congelamento dei termini di prescrizione per i 45 giorni precedenti alle elezioni politiche per ragioni di opportunità. La difesa del Cavaliere ha chiesto inoltre che vengano 'congelati' i termini di prescrizione. Alla richiesta si e' opposto il pm Fabio De Pasquale, cosi' come era avvenuto venerdi' scorso quando, nel processo stralcio per corruzione in atti giudiziari che vede imputati Berlusconi e l'avvocato inglese David Mills i difensori dell'ex premier avevano preannunciato la stessa istanza." (da Rainews24)
Continui capovolgimenti di verità... A me è Berlusconi che fa orrore.
La seconda serata non è stata allo stesso livello della prima, non c'è stato un salto di qualità nelle canzoni e nello spettacolo in generale, per finire con gli ospiti, del tutto trascurabili, tra cui i Duran Duran che hanno fatto venire solamente nostalgia dell' '85.
Tra le canzoni accettabili, ad un primo ascolto, quella di Giò Di Tonno & Lola Ponce e quella dei Tiromancino, quasi nulla di buono tra i giovani.
Però dopo queste prime due serate e l'ascolto di tutte le canzoni, qualche giudizio, di natura tecnica, lo posso dare: per ciò che riguarda l'interpretazione, penso che quella di Tricarico sia stata la peggiore, Di Tonno & Ponce la migliore; parlando di look, Moro era inguardabile (e anche l'interpretazione), quello che stava meglio era di sicuro Max Gazzè (ed anche Little Tony). Max Gazzè credo sia quello che ha proposto la canzone, per il momento, più degna di nota, mentre lasciamo stare la Tatangelo...
Dopofestival sempre grandissimo, con memorabili rifacimenti delle canzoni in gara di Elio e le Storie Tese.
E' cominciato il Festival di Sanremo, anche quest'anno, e ovviamente ne parlo, anche perchè si tratta sempre di un avvenimento che porta parecchia musica nuova, al di là della qualità e di chi la propone.
Nell'ultimo paio d'anni non è che m'è interessato tanto guardarlo, anzi, però quest'anno la proposta musicale mi sembra un pò più interessante ed allettante.
Lo show, per quello che riguarda scenografie, conduzione, struttura del programma, fino adesso non è un granchè, o almeno non si distacca molto dal solito, a parte Chiambretti che dà qualcosa in più e Baudo che è sempre Baudo.
La musica, nella prima serata, non è stata poi tanto significativa (va bene l'omaggio a Modugno, ma andava fatto meglio), ma quegli artisti che aspettavo non mi hanno deluso: mi sembrano buone le canzoni di Frankie Hi Nrg, Max Gazzè, L'aura ed Eugenio Bennato, fra i giovani un certo Sanzotta. Anzi, credo che qualcuna, ad un ascolto più attento, si riveli una bella canzone. E' inutile dire quali non mi siano piaciute, se ho segnalato solo questi partecipanti, nè sottolineare i motivi in particolare che mi hanno lasciato allibito durante l'ascolto delle altre...
Una menzione particolare la merita Toto Cutugno, che sta diventando il mio personaggio preferito di questo Festival: a parte la canzone, che non è poi tanto male, ma quanto per alcuni momenti eccezionali di cui si è reso protagonista, come nel litigio coi giornalisti al Dopofestival. Già il Dopofestival.
Un programma che dovrebbe essere "antefestival", perchè è di un altro pianeta, basta dire che alla conduzione ci sono gli Elio e le Storie Tese, motivo per cui ho sfidato le leggi di gravità del sonno ieri sera, che hanno confermato le premesse ed hanno messo su uno spettacolo totalmente diverso, divertente, fuori dagli schemi (chiaramente) e spesso allucinante, anche grazie agli ospiti intervenuti, molto più sciolti (Zarrillo che duetta con Cesareo in un assolo metal di chitarra elettrica), ai siparietti del gruppo ed alle loro versioni, magnificamente rivisitate, delle canzoni in gara.
Cosa mi è passato per le orecchie in questi ultimi 7 giorni?...
Il pop d'atmosfera dei Blue Nile ("Hats"), il grande progressive del primo e omonimo album dei Banco del Mutuo Soccorso, il metal come solo i primi Metallica nell' '84 riuscivano a fare ("Ride the lightning"), il jazz del leggendario Nicola Arigliano ("I swing ancora") e il nuovo, fenomenale album di Elio e le Storie Tese, che sono tornati con "Studentessi"...
Dopo una gran bella cena, mi sono ritrovato, casualmente per la quarta settimana di fila, davanti alla tv a guardare "I migliori anni" su Rai1... E dopo che è uscito Nicola Di Bari posso con tranquillità andare a dormire.....
Adesso tutti a dire di voler escludere i condannati dalle liste elettorali, ma c'è qualcuno che rischierebbe, stando a queste intenzioni, di non presentarsi: il Pdl (Forza Italia) è d'accordo ad escludere i condannati, escluso quelli che lo sono stati per ragioni politiche. Aaah, guarda un pò... Allora tutto a posto, non cambia nulla, l'imparzialità è garantita anche questa volta. Se c'è persino chi, come Maroni (Lega), dice che il fatto di essere stato condannato per motivazioni politiche rappresenta vanto...
Quest'oggi è il giorno della tanto attesa uscita del nuovo album di Elio e le Storie Tese, "Studentessi", uno dei migliori e più sottovalutati gruppi di musica, e non solo, italiana, e non solo. Era da tanto che si aspettava il ritorno dei grandi, a cinque anni quasi da "Cicciput".
Ho finito di leggere un buon libro, "La polvere del Messico" di Pino Cacucci, un romanzo-documentario di un viaggio che consiglio, e che farà facilmente venire voglia, a chi lo leggerà, di visitare alcuni posti di quella magica e lontana terra descritta.
Non per voler ricorrere sempre a Marco Travaglio, ma anche qui ha espresso ciò che avrei voluto scrivere io, e di certo non ho la sua stessa capacità di sintesi. Questo per vedere come abbiamo cominciato a disporci in vista delle prossime elezioni, con i due maggiori candidati premier, per meditare e strabiliare...
Di seguito, il suo intervento nella scorsa puntata di "Annozero", di giovedi 14.
"All’estero gli elettori si godono i confronti all’ultimo sangue Obama-Hillary, Schroeder-Merkel. In Italia Berlusconi e Veltroni vanno in tv separatamente e non c'è verso di metterli insieme nemmeno a San Valentino. E chi lo fa il “contraddittorio”? Dovrebbero essere i giornalisti. Ma non è sempre così, com’è avvenuto martedì e mercoledì. Un modello legittimo, purchè non sia l’unico: lì le domande servono al politico per dire quel che vuole. Se mente, nessuno lo interrompe. Se c’è un tema scomodo, non lo si affronta. Ma il contraddittorio dovrebbe contraddire, o no? Qui non c’è mai la seconda domanda per smentire quel che il politico ha detto nella prima risposta. Qualche esempio.
VELTRONI
Dice: “I giudici possono intercettare chi vogliono, ma poi le intercettazioni non si pubblicano fino al dibattimento”. E’ materia nostra: un giornalista dovrebbe obiettare che succede se si fa così: oggi si pubblicano quando vengono depositate agli avvocati e agli indagati, cioè quando cade il segreto. Se si aspetta il dibattimento, invece, passano anni, e intanto le intercettazioni circolano tra avvocati, indagati, politici, giornalisti. Senza alcun controllo. Si possono usare per ricatti, minacce, trattative, e i cittadini non ne sanno nulla.
Non solo, ma non si può sapere subito che cosa ha fatto questo e quello. Oggi ancora non si saprebbe nulla di Moggi e Carraro, furbetti, banche, Fazio, Ricucci, Fiorani, patto Rai-Mediaset, Berlusconi-Saccà, malasanità e lottizzazione in Calabria e in Campania, mafia e politica. Da pochi mesi sapremmo che Cuffaro incontrava mafiosi. Fazio l’han mandato via non per il processo, ma per le telefonate pubblicate. Carraro idem. Saccà e la Bergamini idem. E forse, senza le telefonate Unipol, D’Alema e Fassino non avrebbero investito Veltroni della leadership del Pd. Invece nessuno dice niente, così tutti sono d’accordo.
Vespa: “Anche la Bbc è legata al potere, il presidente è amico di Blair”. Già, ma è sottoposto alla Regina, scelto con pubblico concorso in base a un curriculum, infatti la Bbc fa un mazzo così prima alla Thatcher e poi a Blair. Diceva la Thatcher: “La Bbc non mi piace ma non posso farci nulla”. Magari un politico italiano potesse dire lo stesso della Rai. Qui ci vorrebbe il contraddittorio a Vespa...
Veltroni poi paragona la guerra in Afghanistan alla lotta alla mafia (ma c'è una bella differenza: noi abbiamo invaso uno Stato sovrano, l’esercito afghano non è mai venuto a invadere la Sicilia con la scusa di combattere la mafia).
Veltroni dice che gli inceneritori non fanno male alla salute (e le nanoparticelle cancerogene? silenzio).
Niente domande su conflitto interessi, sulla Gasparri bocciata dalla Corte europea: sono temi che Veltroni non vuole toccare, dunque nessuno glieli chiede.
BERLUSCONI
Vespa tenta di fare la prima domanda, ma se la fa Berlusconi da solo. Parte un servizio: una giornalista bionda insegue Berlusconi, un vero agguato: “Rambo lo vuole, non è che si candida alla Casa Bianca?“. Poi chiede un parere a un osservatore distaccato, super partes: “B. ha cambiato la politica”. E’ Bonaiuti, il portavoce di Silvio!
Berlusconi tracima: il mio è l'unico governo dal ’68 a ridurre pressione fiscale (non è vero: ha promesso di ridurla drasticamente, poi alla fine si vanta di non averla aumentata); noi siamo la nuova moralità nella politica (sic), 106 grandi opere, 1000 km di strade (quali?); la lotta evasione fiscale fa paura agli italiani (o agli evasori?). Poi dice che la lotta all'evasione ha fruttato solo 2 milioni contro i 40 sbandierati da Prodi: ma Prodi non ha mai detto 40, ha detto 18; e, se è solo di 2 milioni, dov’è tutto ‘sto terrore?
Salari: “Col mio governo erano alti, con Prodi sono scesi”. Ma poi dice che i governi non possono far molto per i salari: e allora che c'entra Prodi? Nessuno rileva la contraddizione.
Annuncia la chiusura delle frontiere (quali? a chi? come?).
Dice: avremo solo 12 ministri (ma non aveva promesso il ministero dell'Oceania al sen. Randazzo?).
Vespa tira fuori la scrivania di ciliegio, ma lui non ha portato il Contratto con gl’italiani. Ci stanno lavorando Tremonti-Brunetta. In compenso dice che in Fininvest aveva 56 mila collaboratori (falso: mai avuti più di 30 mila, la metà).
“Io coi rifiuti non c’entro nulla: è colpa di Bassolino, Pecoraro, il Pd di Prodi e Veltroni” (nessuna replica: eppure ha governato 6 anni, e l'emergenza dura da 15, e l'appalto all'Impregilo l'ha dato il governatore Rastrelli di An!).
Grandi opere: "non si può non fare il traforo del Frejus (che però c'è già dal 1870!!!).
“A sinistra c'è chi vorrebbe abolire la moneta come voleva Stalin” (e chi sarebbe? nel centrodestra non c'è il partito No Euro che vorrebbe tornare al tallero o alla dracma?).
“Stiamo pensando con don Verzè di portare la vita media a 120 anni. Io ne sento 35!“. Dunque conta di vivere 240 anni? Con quale invenzione scientifica?
Vuoto di memoria: “Nel ’94 tentai di mettere d’accordo Zaccagnini con Bossi” (era Martinazzoli, Zaccagnini è morto nell’89, ma nessuno se la sente di correggerlo).
Evasione e condoni: “Chi fa il condono denuncia di aver dichiarato di meno, anche a me dà fastidio se c’è evasione, perché sono il primo contribuente italiano” (ma il condono lo fece pure Mediaset, approfittando della legge fatta da Berlusconi: ma nessuno lo dice)
Non una domanda su Mastella e Dini (Berlusconi non era contro i ribaltoni?), processi, conflitto interessi, Europa7, condanna della Gasparri da parte della corte europea. Se non ne parla nemmeno Veltroni, perché dovrebbero parlarne i giornalisti o Berlusconi?
All’estero tutto ciò sarebbe impensabile. Lì il contraddittorio è una cosa seria: un contraddittorio che contraddice. Qui è uno spazio autogestito dai partiti. Viene una certa nostalgia per Tribuna politica di Jader Jacobelli: domanda del giornalista, risposta del politico, replica del giornalista, controreplica del politico. Oggi sarebbe impossibile, anzi sarebbe proprio eversivo. Oggi l’Authority a Jader Jacobelli lo farebbe arrestare."
In settimana ho ascoltato un buon disco rock, con alcune sfumature funky e soul, "It is time for a love revolution" di Lenny Kravitz, molto bello come non li rifaceva da un pò di tempo.
Ho visto "Caos calmo" di Antonello Grimaldi, bello, anche se a chi ha letto prima il libro potrebbe mancare qualcosa.
Mentre la gente pensa ad altro, da ieri sera il Tg1, che si dovrebbe limitare a dare notizie, ha inaugurato una nuova abitudine: invitare, seduto vicino al conduttore, un politico candidato nella corsa alle prossime elezioni per buona parte deltg. Ieri sera c'era Berlusconi, e sono rimasto allibito, poi ho visto che sta diventando consuetudine.
Tra l'altro Berlusconi a "Porta a porta", l'altra sera, ha sparato delle cazzate stratosferiche. vorrei conoscere per bene le idee di chi lo voterà, perchè qualcuno c'è sicuramente.
"Si chiamerà "Silvio Bay" Sarà davvero soddisfatto il premier italiano Silvio Berlusconi. Il governo del Belize, per dimostrargli ammirazione, ha intitolato una delle sue isole al Cavaliere con il nome di "Silvio Bay". Si tratta di un magnifico atollo caraibico, una di quelle località paradisiache con mare cristallino e spiagge. Nei giorni scorsi Berlusconi aveva ricevuto a Palazzo Chigi la delegazione del Belize guidata dal primo ministro Said Wilbert Musa.(…) Negli scorsi giorni al premier era stata intitolata una scuola in Thailandia. in questo caso però si era trattato di un gesto di riconoscenza da parte di operatori italiani che lavorano nella cooperazione internazionale. Era stato Don Gelmini a scegliere di dare alla nuova struttura il nome del presidente del Consiglio italiano." (da Tgcom.it)
Ma succede anche altro...
"Non si placa la polemica per la scena erotica fra Nanni Moretti e Isabella Ferrari di Caos calmo, il film di Antonello Grimaldi arrivato venerdì scorso nelle sale con l'indicazione "per tutti" (quindi senza divieti) e già primo al box office. Dopo Famiglia cristiana anche il responsabile della Cei per la pastorale giovanile, don Nicolò Anselmi, critica la scena d'amore. E, in una lettera ai ragazzi che andranno alla Giornata mondiale della gioventù di Sydney, avanza la proposta che professionisti seri come Moretti e
"[...] Più che in una campagna elettorale, pare di vivere nel film “Il marchese del Grillo” di Alberto Sordi, anche lui gentiluomo di Sua Santità addetto al trasporto del medesimo sulla sedia gestatoria, ma molto più laico e disincantato di questo branco di fanatici e opportunisti che di religioso non hanno nulla. Tutto questo rimestare nei feti da parte di noti ex abortisti, questo appellarsi all’etica da parte di conclamati ladroni e malfattori, questo sventolare i valori della famiglia da parte di celebri puttanieri, questo commuoversi per la sacralità vita da parte dei peggiori guerrafondai, sostenitori di Guantanamo e Abu Ghraib, questo intenerirsi per i bambinelli da parte di chi vorrebbe cacciare dagli asili i figli dei clandestini, questo portare a spasso le madonne pellegrine da parte di fior di miscredenti deve aver allarmato anche gli ambienti più avveduto della Santa Sede, che l’altroieri ha sottolineato la distinzione tra Chiesa universale e la Cei ruinesca (che ieri ha detto la sua anche sul film "Caos calmo"). A riprova del fatto che le ingerenze del Vaticano nella politica sono una cosa grave, ma mai quanto l’arrendevolezza della politica. In una celebre vignetta di Altan, un prete infila un ombrello aperto nel sedere di un passante e domanda: “Disturbo?”. Il passante, rassegnato, risponde: “Si figuri, lei sfonda una porta aperta”. " (Marco Travaglio)
Amen
Sono bravi i Baustelle. E non bravi da
Aspettavo con trepidazione il successore di quel grande capolavoro che è “La malavita”, terzo album della band toscana, ed avevo una sorta di timore nel pensare che non sarebbero mai riusciti a fare qualcosa di altrettanto bello, e a quanta difficoltà sarebbero andati incontro una volta tornati in studio di registrazione. Lo ascolto da una settimana, e “Amen” è ancora più completo del suo predecessore. Non è più bello o meno bello, ma di certo è più complesso, un colpo che stenti a credere quanto abbia fatto centro. Il giorno in cui è uscito l’ho esplorato da fuori (notevole la grafica e il packaging), quello dopo l’ho finalmente ascoltato, a volume alto, come suggerisce lo stesso gruppo nelle note di copertina. La mattina dopo mi sono svegliato con le frasi e alcune delle tante melodie del disco mescolate in testa, ed ho cominciato a capire cosa stavo ascoltando.
La band aveva preannunciato, mesi fa, che si sarebbe trattato di un disco pieno di suoni, sinfonico, con ospiti e stili diversi, e c’è tutto questo. Complimenti quindi a Francesco Bianconi per la scrittura dei brani e per l’ottimo arrangiamento di archi e fiati, ai Baustelle tutti per questo album e agli ospiti invitati a suonarci dentro.
“Amen” è di una bellezza imbarazzante, uno di quei dischi che ti penetra dentro dopo pochi ascolti e che non vedi l’ora di ascoltare ancora, per entrare in quella dimensione di dolore, ironia, denuncia e speranza materializzata dai testi, di elevata fattura. I Baustelle riescono come nessun altro a descrivere il marcio, i vizi, le contraddizioni e la realtà di questo mondo occidentale, tratteggiando un vicolo scuro di cui solo apparentemente non si scorge l’uscita. Perché alla fine, in alcuni punti, anche se non sembra, una luce in fondo c’è, un po’ come avveniva, del resto, anche ne “La malavita”, e fu proprio Francesco, intervistato in occasione di un concerto dalle mie parti, a rivelarlo.
Difficile trovare indicative somiglianze musicali, e comunque sarebbe riduttivo indicarne giusto un paio. Sono piuttosto, questi brani, atmosfere che contengono mondi propri, a cui contribuiscono gli ospiti intervenuti, come il jazzista etiope Mulatu Astatke, in un paio di brani, o Sergio Carnevale che ha suonato la batteria, l’Orchestra EdoDea Ensemble, e tutti gli altri. L’album si apre proprio con un intro di Astatke, e continua con il primo grande pezzo, “Colombo”, spietata fotografia dell’occidente vuoto ed assassino, fantasiosamente indagato dal celebre tenente. “Charlie fa surf” è un tagliente atto d’accusa verso la società, ma è anche un singolo perfetto che, per certi aspetti, richiama “La guerra è finita”: qui l’adolescente di turno è descritto con sorprendenti e molteplici chiavi di lettura, e così il mondo finto che vive e lo circonda. Anche “Il liberismo ha i giorni contati” ha una grande melodia ed un testo importante: Anna non ha più fiducia, è scoraggiata, e il parallelo col “mercato” è di gran classe. Mano a mano che i minuti scorrono è impressionante riflettere con quale bravura siano stati composti, suonati ed arrangiati questi pezzi, e quanto siano efficaci questi testi, tristi, ironici, attuali, mai banali, che descrivono in maniera così elegante la semplice quotidianità. Come “L’aeroplano”, che descrive un amore perduto, sbiadito, perfetta canzone pop che farebbe la fortuna di uno dei nostri tanti cantori nazionali se avessero saputo scriverla, ma che mi auguro venga notata in questo disco dei Baustelle. “Baudelaire” ha un divertente ritmo molto vicino alla dance, e nel testo ci sono riferimenti ai grandi dell’arte. Invece “L” è una bellissima canzone d’amore, come sempre con un grande arrangiamento: alla fine c’è sempre lei, sia che si guardi il mondo da un disco volante, o viceversa, dalla Terra, “Tracce di Laura dovunque. Pace che torna in Iraq. Gioia che afferri improvvisa su un piccolo seno”. Si continua a crescere con “Antropophagus”, uno dei pezzi migliori, con un testo crudissimo nato dall’osservazione dei barboni che affollano la stazione di Milano: prima c’è la descrizione della routine del non avere niente e dello squallore quotidiano che c’è intorno, “Siamo accampati sull’aiuola. La colomba morta vola. C’è una rissa. Bottigliate in faccia. Vuoti a perdere. Guardiamo i treni e gli aeroplani. Russi e lituani. Ci scambiamo
C’è “L’uomo del secolo”, tenero e nostalgico racconto di un signore che ha vissuto la sua giovinezza durante la guerra, e a cui ora restano nostalgia e disillusione. E ci sono altri brani (il disco avrebbe potuto essere un doppio e, vista la fattura, è un bene che comunque i pezzi siano abbondanti), ghost tracks, parole vive di significato e realtà, suoni, sensazioni, emozioni, stupore, meraviglia, che si rivelano solo all’ascolto e che ti avvolgono, che non si fanno comunicare da altre parole prese in prestito, e che fanno di “Amen” un capolavoro, un altro di questi bravi ragazzi, grazie ai quali pensare un altro mondo, anche solo musicale, è possibile. “Sarebbe splendido. Amare veramente. Riuscire a farcela. E non pentirsi mai. Non è impossibile pensare un altro mondo. Durante notti di paura e di dolore”. Un altro ancora di questi bravi Baustelle.
Venerdi è stato un bel live, noi ci siamo divertiti a suonare, siamo stati bene all'Osteria della musica e anche con gli amici e non venuti a trovarci abbiamo passato una bella serata, come non accadeva da un pò.
Questa sera il Tg2 ha mandato in onda un servizio nel quale la notizia era che Amanda, la ragazza americana in carcere per il delitto di Perugia, ha chiesto una chitarra e canta in continuazione "Let it be" dei Beatles: nel servizio hanno fatto sentire (con che coraggio) buona parte del brano con la traduzione in sovraimpressione (perchè poi non si sa), toccando un altro vertice di bassezza. Il Tg2 sera continua sempre più a non sfigurare in mezzo al Tg4 e Studio aperto.
Musica italiana, tra le cose buone ascoltate in settimana, specie rock: dal jazz progressive del primo omonimo album dei Napoli Centrale, alla psichedelia beat di "Ad gloriam" de Le Orme, al primo album degli N.T. Atomic System, nati da una costola dei New Trolls, dopo la prima scissione della band nel '73. E ovviamente i Baustelle, "Amen" è sempre più un capolavoro.
Novità: hanno tolto lo snervante suono di attesa nella rivelazione dell'identità nel programma "I soliti ignoti".
Domani sera Xenitia live all'Osteria della musica di Cepagatti (Pe), in contrada Rapattoni Superiore (appena prima di entrare in paese girare a destra, il locale si trova non molto distante). Il gruppo vi aspetta con una esibizione di buon rock, cover e pezzi propri, e non solo.
Bel live quello di ieri sera al "Murphy's", il Tributo a Rino Gaetano con Luca Mongia e Osvaldo Bianchi, sono molto bravi e non è la prima volta che ho occasione di constatarlo.
Bella mattina di sole, ne ho approfittato per fare un bel giretto in provincia.
Sta diventando invadente lo spazio lasciato dai nostri tg alle primarie per le elezioni Usa. E credo che pochi se ne siano accorti e abbiano colto il perchè di tutta questa attenzione...
Domenica sta volgendo al termine, si conclude questa settimana. Una settimana abbastanza piena, abbiamo fatto le riprese del primo vero video degli Xenitia, che presto sarà disponibile, e tutto ciò che ne è conseguito.
Con un sabato sera in cui è stato sdoganato il Fernet, è venuta una domenica di un bel pranzo di Carnevale pieno di cose buone, ricordi ed emozioni, con il pranzo da mia nonna, dopo anni, nella casa dove sono nato. Prezioso.
E la musica c'è, sempre, con un paio di ascolti nuovi, come gli ultimi album carini di Jovanotti, "Safari", e Nick Cave e Warren Ellis, con la colonna sonora del film "The assassination of Jesse James", non ho visto il film, ma le musiche sono intense.
Ho riascoltato la new wave dei Gang of four, col buon "Entertainment!", ma più di tutti, sopra ogni altra cosa, si è fatto sentire il nuovo album dei Baustelle, uno dei migliori gruppi in circolazione, "Amen", un capolavoro, di una bellezza imbarazzante, sul quale tornerò presto.