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giovedì, 31 gennaio 2008

Adesso che anche la Corte Europea si è pronunciata in merito all'illegalità della Legge Gasparri e dell'abusivismo di Rete 4 che occupa da anni le frequenze comprate da Europa 7, tra l'altro a favore del suo proprietario che, dato il ruolo che riveste, neanche le potrebbe possedere, speriamo che sloggi prima o poi definitivamente, e con essa un pò di spazzatura.  

Domani esce finalmente, dopo tanta attesa, il nuovo disco dei Baustelle, "Amen", uno dei gruppi più interessanti del panorama italiano, importante e promettente visto lo splendido precedente "La malavita".

Postato da: sagufo a 23:46 | link | commenti (6)

mercoledì, 30 gennaio 2008

Processo Sme, Berlusconi assolto. "Il falso in bilancio non è più reato"
"MILANO - "Il fatti non sono più previsti dalla legge come reato". Con questa formula i giudici della I sezione penale del Tribunale di Milano hanno prosciolto Silvio Berlusconi dall'accusa di falso in bilancio nell'ultimo stralcio di procedimento nato con il caso-Sme. Gli episodi contestati all'ex premier, infatti, risalivano alla fine degli anni Ottanta.
All'inizio dell'udienza, durata meno di un quarto d'ora, l'accusa aveva chiesto la prescrizione, mentre la difesa aveva sollecitato i giudici ad un verdetto di proscioglimento perché i fatti non costituiscono più reato. Era stato, infatti, proprio durante il governo Berlusconi che il falso in bilancio era stato derubricato. Una interpretazione, quest'ultima, che è stata accolta dai giudici.
I fatti contestati all'ex premier risalivano al periodo che va dal 1986 al 1989, e, quindi, sarebbe comunque state coperti dalla prescrizione. I giudici, come detto, hanno però deciso di prosciogliere Berlusconi perché il fatto non è più previsto come reato, invece che dichiarare la prescrizione, come richiesto dal pm Ilda Boccassini. Il procedimento in cui Berlusconi era imputato di falso in bilancio era stato stralciato dal troncone principale del processo Sme, in quanto i giudici avevano investito la Corte europea affinché valutasse la congruità della normativa italiana sul falso in bilancio con le direttive comunitarie.
La Corte europea aveva deciso però di non entrare nel merito delle leggi in vigore nei singoli Paesi. "Dopo sei anni è stata pronunciata una sentenza che il Tribunale e la Procura avevano cercato in ogni modo di evitare rivolgendosi addirittura alla Corte di Giustizia europea", ha commentato l'avvocato Nicolò Ghedini, difensore insieme al collega Gaetano Pecorella di Silvio Berlusconi.
La legge che depenalizza il falso in bilancio è stata una delle prime cosiddette "leggi ad personam" approvate dal passato governo Berlusconi. Il provvedimento è diventato infatti operativo già dal gennaio 2002 grazie a un decreto varato a tempo di record dall'allora ministro della Giustizia Roberto Castelli. "Le fattispecie di minore gravità del falso in bilancio - spiegava il Guardasigilli - sono state depenalizzate e saranno punite con sanzioni amministrative in linea con l'attuale tendenza a limitare ai casi realmente gravi l'intervento penale". Lo scorso ottobre la Cassazione aveva chiuso definitivamente un altro troncone del procedimento Sme a carico di Silvio Berlusconi assolvendolo dalle accuse di corruzione nell'intricata vicenda della vendita del comparto agro-alimentare dell'Iri alla Cir, la finanziaria di Carlo De Benedetti. La posizione del leader di Forza Italia era stata stralciata da quella degli altri sei imputati, compresi il senatore Cesare Previti e il giudice Squillante, in seguito all'approvazione del "Lodo Schifani", un'altra delle cosiddette "leggi ad personam" (successivamente dichiarata incostituzionale) che introduceva l'immunita per le cinque più alte cariche dello Stato." (da Repubblica.it)



Questo è mio, per il giornale di domani:

PESCARA – Dopo la polvere tolta dallo “scandalo acqua” per merito del Wwf che, dati dell’Istituto Superiore della Sanità alla mano, ha confermato purtroppo la contaminazione delle nostre acque, in barba alle dichiarazioni di Ato ed Aca ed alla querelle durata tutta un’estate, inquietanti interrogativi in materia vengono sollevati anche dalle associazioni Federconsumatori, Codici ed Adhoc, che ritengono insufficienti le rassicurazioni fornite dalle autorità di gestione dell’acqua, in quanto le sostanze nocive di cui è stata attestata la presenza, sono molto dannose per la salute umana. Le associazioni in difesa dei consumatori, che qualcuno, tempo fa, accusò di denigrare lo stato dell’acqua pubblica perché avrebbero stipulato accordi con i produttori di acque minerali, protestano contro i costi delle bollette: “gli utenti sono stati danneggiati”, afferma Franco D’Andrea, presidente di Codici, e non solo da un punto di vista qualitativo. I cittadini, infatti, pagherebbero anche ciò che non gli viene concesso. Un danno anche quantitativo, quindi, se non è uno scherzo il fatto che, come i dati del Ciclo Idrico Integrato testimoniano, la portata media di acqua erogata nel territorio è stata contraddistinta da un continuo decremento, precisamente dal 15 al 25 per cento in meno nel giro di un paio d’anni, dal 2005 al 2007. Inoltre, siamo alla soglia di “un paradosso”, come ha detto Franco Leone, presidente della Federconsumatori: quando paghiamo la bolletta dell’acqua, non saldiamo il costo del semplice consumo, ma anche quello dello spreco e delle spese per rendere efficiente il sistema idrico, lavori che però non vengono realizzati. In sintesi, l’importo della bolletta non sarebbe formato solo dai consumi, ma anche dalle perdite dovute alla morosità e allo stato di degrado nel quale versa la nostra rete idrica, condizione peraltro confermata, durante la scorsa estate, dal presidente dell’Ato Giorgio D’Ambrosio, e da spese ed investimenti pari a nove milioni di euro per opere mai realizzate, che avrebbero dovuto apportare migliorie al sistema idrico della città di Chieti e delle zone interne. Federconsumatori, Codici ed Adhoc si preparano ad istituire un comitato di controllo, in base a quanto consentito dalle Legge 36 del 1994, in attesa che arrivi luglio, periodo in cui sarà possibile dare vita ad una class action sull’acqua, per avere giustizia, punire i colpevoli e per risarcire i cittadini che navigano da troppo tempo in acque sporche.



Sfida a chi bruciava più bosco denunciati quattro studenti piemontesi 
"TORINO - Come per i sassi lanciati dai cavalcavia, il gusto della sfida per sfuggire alla noia di un gruppo di giovani piemontesi stava mettendo a grave rischio la sicurezza di tutti. Fortunatamente i carabinieri sono riusciti a fermarli prima, denunciando quattro studenti di Cumiana (uno dei quali minorenni) che facevano a gara a chi riusciva a provocare l'incendio più esteso, guardando le fiamme divorare campi e boschi o addirittura mischiandosi alle squadre di soccorso.(…)  L'ultimo rogo scatenato nei pressi di Pinerolo è stato però fatale. I quattro, tutti incensurati, sono stati denunciati a piede libero per incendio doloso e danneggiamento, mentre sarà ora l'inchiesta a stabilire le singole responsabilità. "Lo facevamo per noia", avrebbe ammesso uno dei quattro. Vivevano le fiamme come una sorta di gara e quando l'incendio si propagava, l'autore dell'incendio più grave si vantava con gli altri, osservando lo spettacolo di distruzione da un angolo panoramico o alla fine dell'intervento dei soccorritori." (da Repubblica.it)

Postato da: sagufo a 22:29 | link | commenti (2)

martedì, 29 gennaio 2008

Riflessioni pavloviane
"Dobbiamo essere grati ad Alessandro Sortino. La sua decisione di  dimettersi dopo che i vertici di Mediaset (Piersilvio Berlusconi e  Fedele Confalonieri) avevano censurato un suo servizio sul clan  Mastella che doveva andare in onda sulle Iene, è stata per tutti un  lezione di stile. E ha dimostrato come il regime sia sempre in  agguato. Ma non basta. Dobbiamo essere grati a Sortino anche per altro. La  sua denuncia permette di capire a chi sta veramente a cuore la  libertà di stampa e a chi no. Oggi, per esempio, dalle colonne del Corriere della Sera, Aldo Grasso ci spiega che non si dovrebbe discutere troppo del caso Sortino. Secondo lui si dovrebbe parlare invece degli straordinari successi di ascolto de "Le Iene" e di "Striscia La Notizia" ottenuti facendo un'informazione «informale, goliardica, che talvolta tende al moralismo e al populismo, e si sottrae quasi sempre alle norme dell'equilibrio e dell'imparzialità, tradizionali cavalli di battaglia del giornalismo "serio"». Il tema è senza dubbio interessante. E merita un approfondito dibattito. Ma intanto Sortino è rimasto senza contratto. Il suo servizio su Mastella, così come altri servizi riguardanti personaggi in qualche modo utili al cavaliere (le Iene, per esempio, si erano viste censurare un'intervista a Tronchetti Provera riguardanti le sorti de La 7) , non è stato trasmesso. E  tutti i colleghi di  Mediaset vedono ribadito nei fatti un concetto semplice, semplice: il padrone è al lavoro e non va disturbato. Cosa accadrà quando il padrone tornerà a essere presidente del  Consiglio è insomma facile intuirlo. È vero: in questi mesi di governo Prodi l'informazione televisiva è migliorata molto poco. Nella Rai i partiti hanno continuato a farla da padroni, in molti casi l'editore di riferimento si è limitato a passare dai politici di centro-destra a quelli di centro-sinistra, mentre a Mediaset  i tg (e i programmi d'informazione- intrattenimento) hanno subito un ulteriore giro di vite. La cosa è assolutamente ininfluente per noi giornalisti: basta allinearsi e lo stipendio ce lo danno ancora (anzi in qualche caso ce l'aumentano). Ma invece è molto preoccupante per i cittadini: il principio che bisogna conoscere per poter deliberare è uno dei  principi fondanti di ogni democrazia. Se le notizie vengono censurate chi guarda una tv o legge un giornale non se ne accorge. La notizia che non viene data infatti  semplicemente non esiste. Ce ne accorgiamo invece noi che quelle notizie le conosciamo, ma non le possiamo comunicare. Per questo c'è chi si ostina a denunciare le censure. Con un riflesso che sarà pure pavloviano, ma che è pur sempre un riflesso. Altri invece cambiano discorso. Contenti loro.
" (Peter Gomez)

E' anche colpa di questi soggetti e di queste scene se mi cresce sempre più la voglia di emigrare dall'Italia:
http://it.youtube.com/watch?v=VBIiLT-ITxc

http://it.youtube.com/watch?v=HWfVxRHbQRI

http://it.youtube.com/watch?v=t_3ENEdZytU

http://it.youtube.com/watch?v=THHxv3QgPr4

http://it.youtube.com/watch?v=eyIT3DwzxpY

http://tv.repubblica.it/home_page.php?playmode=player&cont_id=16682

 

E fermiamoci qua, per il momento.

 

Postato da: sagufo a 22:00 | link | commenti (4)

domenica, 27 gennaio 2008

La settimana, che è passata ascoltando il bel "Icky thump" dei White Stripes, la dance fatta bene dei Justice con "Cross", il folk irlandese dei Pogues con "If I should fall from grace with God", l'album di Pat Metheny & Brad Mehldau, e lo strabiliante "Romantic warrior" dei Return to forever, supergruppo degli anni '70 di Chick Corea, tutti gran bei dischi, si è conclusa nel migliore dei modi con una gran bella cena di compleanno.
E' stata una serata scoppiettante, passata nei posti di fiducia che piacciono a noi, a mangiare, ridere, bere, dire e fare cazzate (lunga la lista) in modo dirompente e a tratti frenetico...
Mi viene ancora da ridere a ripensarci e a vedere il filmino... I soliti ignoti, il Dr. Zoidberg, la pesca dei pesci, il cibo e i regali (belli) che non finivano più, ballare a notte fonda con musica assurda e fenomenale, grazie ragazzi, tutte cose per cui vale la pena anche dover avere un anno in più!

Postato da: sagufo a 21:48 | link | commenti (6)

sabato, 26 gennaio 2008

E la festa continua stasera, ci aspetta una bella cena, lontano dalla città e dal tumulto, e non si terminerà prima di domani...

Postato da: sagufo a 18:13 | link | commenti (2)

giovedì, 24 gennaio 2008

La giornata di martedi è stata proprio bella.

 

 Ci sarebbero diverse cose di cui parlare, che stanno accadendo in questi giorni, per adesso mi limito a postare questa bella lettera scritta dai ragazzi dell'associazione universitaria calabrese "Ulixes", se avete tempo leggetela.

"Sulla vicenda De Magistris per mesi abbiamo deciso il silenzio. Un silenzio dettato in primo luogo dal desiderio di sfuggire ad ogni accusa di strumentalizzazione di vicenda e persone. Un silenzio, in secondo luogo, simbolico e teso a manifestare rispetto per le istituzioni e dunque per i lavori e le indagini e le valutazioni del CSM. In questa follia collettiva la convinzione, che adesso vacilla, è che non si prescinda dall’assicurare rispetto alle istituzioni che di un paese sono comunque il collante e la parvenza d’identità. E che i salti e le revisioni di un sistema, per il bene della società stessa, possano passare attraverso situazioni non traumatiche.
Quella convinzione è caduta, forse definitivamente. Ed il silenzio si scioglie nella constatazione che questo paese è allo stremo e la corruzione che ne segna l’animo e le speranze è giunta ad uno stadio di non ritorno. Davvero di non ritorno. Non esistono ordini e corpi che segnalino senso e responsabilità di Stato, non esistono soggetti che riconoscano il senso di norme collettive o legislative. Ma solo poteri nella veste più sfacciata e impertinente. Senza vergogna. La cappa del potere è scesa definitivamente e francamente non si vedono vie d’uscita. Si badi bene. Il potere ha le forme del degrado non solo quando è legato ad ogni livello ma quando tutti i corpi sono espressioni delle medesime logiche. I poteri in Italia hanno dimostrato un senso di chiusura, di prepotenza, di irragionevolezza, di onnipotenza. Né la politica né la magistratura oggi ci consentono di avere fiducia. Ognuno, nelle sue sfere di competenza agisce  come un attore in una sfida all’ultimo sangue dove non ci sono regole, esistenze individuali, giustizie collettive da assicurare e garantire, aspettative della collettività. Niente. “Fanno tutti schifo” pronuncia l’antipolitica. Un po’ è così. Il dispositivo della sentenza del CSM ci fa effettivamente schifo come ci fa schifo la nomina del dirigente ASL per tessera di partito, così come ci fa schifo chi nelle intercettazioni dice che un certo giudice deve essere fatto fuori (“Cazzo alla fine ce l’ha fatta però il tizio”. Forse aveva mezzi per vedere lungo). Sono logiche uguali, prese da prospettive e corpi diversi. Il CSM va oltre le richieste dell’accusa, pronuncia valutazioni di merito che sondano le intenzionalità che muovono il candidato e incornicia un dispositivo “tagliagambe” che non lede il magistrato solo nel suo ruolo ma anche nella sua persona. Non è difficile pensare in questo momento alle difficoltà personali del dott. De Magistris, magari psicologiche prima ancora che professionali. Queste sono le logiche del potere. Il potere ha bisogno di creare vittime ed eroi, affossa, colpisce uno perché tutti vedano, sentano e capiscano. Nel silenzio delle loro vite e della loro quotidianità. Quanti delinquenti avranno gioito di questa sentenza! Magari quegli stessi che in Parlamento hanno applaudito Mastella. Il potere politico semplicemente si è gioiosamente specchiato nel potere giudiziario. Ma sempre di potere si tratta. Le inchieste sembrano l’ultimo interesse di questo paese scollato, deluso, umiliato, stanco. Che ha giornali quotidiani che sembrano bollettini di guerra, che regala ai giovani la prospettiva di dignitose vite da disperati, che sta tutto nell’immondizia napoletana e nelle magagne criminose e nell’incapacità di dimettersi e di colpire le responsabilità.
Luigi De Magistris e la sua vicenda dimostrano che oggi non esistono speranze al di fuori di grandi individualità e che il sistema è morto e la speranza coincide con quella che si chiama iniezione esterna. I poteri non hanno deciso la via del compromesso e di un cambio lento, ma si arroccano sulla montagna di immondizia. E ‘ una scelta che può avere drammatiche conseguenze perché un paese può arrivare a un punto di sopportazione ma poi si “incazza”. Nonostante i toni pacati di questa lettera sentiamo un senso di rabbia che se si potesse manifestare in forza butterebbe all’aria istituzioni, partiti e parlamento e getterebbe i pezzi in mare come in un dimenticatoio perenne. Non riusciamo a esprimere con parole quello che è un senso di vuoto. Davvero non sappiamo quale è la via. Non ci sono vie…..E ci piacerebbe pensare che cosa ne pensano i migliaia di calabresi che accorrevano desiderosi a firmare a sostegno dell’indipendenza della magistratura o che ascoltavano in silenzio in una notte d’agosto di Soverato un’assemblea pubblica nella quale il dott. De Magistris illustrava lo stato delle cose. Noi abbiamo visto questo miracolo, questo senso di speranza legato ad inchieste e legato al lavoro onesto di un magistrato. Forse nessuno si è reso conto che quei cittadini calabresi si legavano col cuore a null’altro che a ciò che dovrebbe essere la dovuta normalità, e cioè un magistrato che lavora e una classe politica corrotta che andava punita. Cioè  siamo arrivati al punto di manifestare con passione viva un desiderio di normalità. Qui infatti la normalità non esiste. La normalità viene gambizzata ed esemplarmente punita. Non ci sono parole oggi per esprimere un senso di riconoscenza al dott. De Magistris che probabilmente condividiamo con i calabresi onesti e non eroi che vivono e pretendono normalità. Una riconoscenza perché abbiamo rivisto, grazie a lui, l’immagine di una prospettiva e un senso di passione civile in questa terra davvero insoliti. Ma è da quella passione civile che occorre ripartire. Non vi sono Cassazioni in cui riporre fiducia purtroppo ma solo un senso di disgusto e speranza che deve farsi proposta, rigetto, distruzione e costruzione. Non vi sono dubbi. Le code ai banchi firma, la gente incollata ai teleschermi, la gente pronta a scendere in piazza non deve dimenticare e noi siamo certi che non dimenticherà. Non vi può essere potere che affossi quella forza che viveva negli animi. Ne siamo spettatori e sappiamo quel che diciamo. Esiste, dopo il fallimento di tutte le soluzioni di mediazione, una comunità di cuori e spiriti che deve ricostruirsi, capirsi e inventarsi un senso. In questa comunità che deve cominciare a parlare e costruirsi sta davvero riposta la speranza concreta di un cambiamento. La via non la conosciamo. Ma è un qualcosa che esiste, vive ed oggi, dopo questa sentenza, ha trovato ancora di più il suo nemico: il potere, l’impunità, il vecchio, la paura."

 

Postato da: sagufo a 11:41 | link | commenti (5)

martedì, 22 gennaio 2008

Sono
terra
acqua
vento
cuore
sopra una colonna sonora
che non potete sentire
sotto pensieri che vagano
si accomodano
e comincia la festa

Postato da: sagufo a 23:37 | link | commenti (7)

domenica, 20 gennaio 2008

Ieri mattina il buon Genobile ce l'ha fatta a superare di nuovo il record della porchetta più lunga del mondo, e chi se non lui? Io ero ad Auchan, dove si è svolto l'avvenimento, e ho visto la lunghissima fila di tavoli che ospitava la porchetta di oltre 21 metri e quasi una tonnellata di peso. Porchetta ovviamente deliziosa, che ho assaggiato e poi mangiato a pranzo, dopo un buon riso nero con asparagi e gamberetti, con un ottimo vino "color tramonto".
La sera poi abbiamo suonato ad una festa privata.

Questa settimana, che è stata disastrosa per certi aspetti socio-politici che temo si protrarranno, si conclude, ed è stata accompagnata dall'ascolto dell'unico album dei J.E.T., "Fede speranza carità", formazione italiana di rock progressive dei primissimi anni '70, che sarebbe stata in seguito il nucleo dei Matia Bazar; il tipico "british sound" di "Parklife" dei Blur, "45:33", album a traccia unica degli Lcd Soundsystem, commissionatogli dalla Nike per accompagnare gli atleti durante le loro corse ed allenamenti (il disco infatti segue, con musica e velocità, l'ideale svolgimento di una sessione di footing); i due bei volumi di "Bucovina Club" di Shantel, dj tedesco esperto in musica etnica, soprattutto balcanica;  infine, anche questa settimana, Nick Cave & The Bad Seeds, con "Let love in". Un film che mi ha divertito è lo spassoso "Tu mi turbi", prima prova alla regia, nel 1983, di Roberto Benigni.

Postato da: sagufo a 20:28 | link | commenti (6)

mercoledì, 16 gennaio 2008

E' stato imbarazzante, ma soprattutto rivoltante, lo strascico di polemiche che si sono svelate oggi sul caso de La Sapienza, di cui già avevo parlato ieri. E' scandaloso come una classe politica inesistente abbia fatto muro, si sia compattata a difendere le ragioni dell'assurdo e che ragioni poi non so. Il Papa di cartone ha avuto paura di pochi fischi, ha scelto con una mossa molto astuta (visto poi come impacchettano la notizia i nostri media) di non recarsi a visitare l'universita, e tutti giù a dire che la colpa è degli altri. Ma di chi? E' il Papa che non è voluto andare, libera scelta, cosa gli importava a lui se c'era qualcuno che non gradiva la sua visita, inopportuna poi? Poi se ne esce Ruini che è rimasto incredulo e ferito dagli studenti che contestano il Papa; ma cosa dovrebbero fare, dopo le sue dichiarazioni in materia di scienza, etica, religione e quant'altro? Non possono più neanche fare questo? Forse in Vaticano non si può, e forse non hanno capito che, anche se siamo messi male, questo è uno stato separato da quello della Santa Sede. Purtroppo una differenza che quasi non esiste più. Era più autonomo De Gasperi dal Vaticano.
No, invece la colpa è degli altri. Quale però non si sa. Ok, il Papa non è voluto andare? Potrebbe finire qui la cosa. Invece no, accuse politiche una sopra l'altra, ecco come siamo messi, in quale fogna navighiamo.
Le stesse accuse sterili e inventate che hanno contraddistinto l'altra grande notizia del giorno, l'accusa di concussione e i domiciliari alla moglie di Mastella e la conseguente richiesta di dimissioni dello stesso.
Cosa è successo dunque? I tg hanno dato ampio spazio alla clinica parlamentare dei pazzi, neanche tanto a spiegare la notizia ed il suo perchè, no, piuttosto al compatto schieramento che ha preso nuovamente a mitragliare la magistratura, chi fa il proprio dovere, non chi commette reati. Ho sentito delle dichiarazioni, vedi ad esempio Casini, che mi hanno fatto inorridire più di quanto non fossi già. E Vespa ci sta svolgendo su il suo bel compitino, in diretta.
Qualcuno viene indagato? La colpa è di chi indaga. A Mastella hanno beccato la moglie? Lui si dimette non per solidarietà, ma perchè questa è una ghiotta occasione per spargere un altro pò di letame sulla giustizia italiana. E tutti a consolarlo, che scandalo, tutti a schierarsi dalla sua parte, dalla loro parte. Avete capito?
Ooh! Sveglia!

Postato da: sagufo a 21:47 | link | commenti (8)

martedì, 15 gennaio 2008

E' stato patetico Giuliano Ferrara, in questa sua battaglia laica pro-Papa, e così è stato il suo intervento al Tg2 (che ha messo su poi un bel piagnisteo a sostegno dei potenti di turno), in cui, tra l'altro, ha ammesso anche di non essere laureato, ma che, se lo fosse stato, avrebbe restituito il suo pezzo di carta all'Università La Sapienza, dove studiò a suo tempo.
A parte che Ferrara dovrebbe ripensare al fatto, taciuto da tutti in Italia, che in Francia è stato appena condannato definitivamente a pagare oltre 34000 euro per contraffazione d'opera di ingegno e violazione del diritto d'autore, perchè secondo lui in Italia è normale, ma poteva risparmiarci anche questa.
Tra l'altro se il Papa ha disdetto la visita a La Sapienza, perchè di questo si parla, sono affari suoi e del Vaticano, di certo un gesto di debolezza. E' inutile stare a trovare capri espiatori come al solito.
Mi pare che il Papa si sia recato in visita in paesi che avevano minacciato di farlo saltare in aria, in passato. Ora si ferma di fronte ad una contestazione di studenti e professori, che adducono ben altri argomenti alla protesta, e che non c'entrano nulla se il poverino ha fatto dietro front.

La puntata di stasera dei Simpson potrebbe essere trasposta pari pari nella realtà...

Postato da: sagufo a 21:29 | link | commenti (8)

domenica, 13 gennaio 2008

Che palle, ma è possibile che mi alzo e devo sentire i deliri telefonici, come ogni anno a Roccaraso, di quel delinquente bugiardo di Berlusconi che ricatta una sinistra sciocca? No, perchè oggi va pure un pò meglio dal punto di vista fisico, dopo la giornata di ieri che è migliorata solo nella serata, in occasione del live a Pianella, dove la voce c'è stata e bene, anche se l'esibizione, sotto certi punti di vista, è stata non proprio memorabile.
E' stato bello suonare al "King's", anche per gli amici venuti, come Simone, Davide, Sara, Clarissa, Manuela, ecc. L'esibizione è stata caratterizzata anche dai continui confronti fra il gruppo e l'avventore più partecipe e stravolto del locale che, a fine serata, parlando non si sa come sul rock progressive estero in generale, tra le varie perle, ha snocciolato questa: "Ma lo sai che il Siberian Khatru (titolo di un pezzo degli Yes) è il fungo siberiano...? ...Gli alci se lo mangiano e fanno salti di diciotto metri..."

Questa settimana sono entrato in una casa, mi ha aperto la porta Ivan Graziani. Dopo che sono entrato, ho sentito "Dedicato a Frazz", unico album dei Semiramis, gruppo progressive italiano anni '70, in cui militava un giovanissimo Michele Zarrillo. Passato in un'altra stanza, c'era "Tago mago" del gruppo tedesco di jazz rock sperimentale dei Can, sono andato oltre ed ho trovato il bellissimo "No more shall we part", dalle tinte cupe e desolate di Nick Cave & The Bad Seeds. Sono uscito con il calore e i colori funky della Average White Band.
Alle pareti c'erano le scene di "Immagine in cornice", gran bel documentario basato sulla parte della tournè che i Pearl Jam hanno svolto in Italia lo scorso anno.

Postato da: sagufo a 19:55 | link | commenti (8)

sabato, 12 gennaio 2008

Gli Xenitia tornano ad esibirsi live con l'anno nuovo, e stasera ci troverete al "King's" di Pianella (Pe), in Via Fiume 3, vicino la piazza in centro, sulla destra.
Sarà un concerto abbastanza imprevedibile, speriamo bene, dato che questa specie di influenza non mi dà tregua da giorni... ma la voce ci sarà!

Postato da: sagufo a 16:37 | link | commenti (8)

giovedì, 10 gennaio 2008

Dopo un tardo pomeriggio passato a giocare con la plastilina a casa di una mia amica e della sua nipotina, questa foto di una rana thailandese che pare sia attratta e divertita dai giocattoli ci sta proprio bene:
http://www.repubblica.it/2006/12/gallerie/ambiente/rana-in-moto/1.html

Per il momento, no, non mi compro la Tata Nano.

Postato da: sagufo a 21:51 | link | commenti (10)

mercoledì, 09 gennaio 2008

Se non siete abituati a leggere ciò che scrive, e in ogni caso, andatevi a sentire Marco Travaglio, ora che sta tenendo incontri in giro per promuovere il suo ultimo libro. E finiamola col dire cazzate.

Postato da: sagufo a 21:33 | link | commenti (3)

lunedì, 07 gennaio 2008

Adriano Celentano ha compiuto 70 anni, e da oggi in Italia non esiste più la classifica di vendita dei singoli, fra non molto smetteranno anche di produrli, quindi. Ci si baserà, per i brani singoli, solo sul numero dei download tramite internet; conseguenza quasi ovvia di questa società telematizzata... Mi ricordo ancora quando comperavo i mitici 45 giri, ed anche qualche cd singolo... ora tutto questo è stato soppiantato, purtroppo dalla velocità con cui si scaricano brani materialmente inesistenti, ma quello non conta poi più di tanto.
Giorni fa si diceva che fra cinque anni scomparirà il Festival di Sanremo. Conseguenza, visto l'attuale mercato discografico, neanche tanto remota.
Ma intanto il Festival di Sanremo eccolo qua, torna quest'anno con Baudo e con, devo dire, alcune sorprese nel cast dei partecipanti che, almeno per me, ridanno una botta di energia nell'interesse verso la kermesse canora più famosa.
I partecipanti sono degni di nota, non tutti di certo, ma ci sono dei nomi che mettono un pò di curiosità in più. Prima di tutto Max Gazzè e Frankie Hi Nrg che mi piacciono molto, poi anche L'aura, Eugenio Bennato, Grignani, Tricarico, Tiromancino (nello stesso festival con Frankie...), non credo vadano lì solo a fare la comparsa. E poi cosa dire di Little Tony... Insomma, pochi quelli che avrei fatto stare a casa, ma che tanto, ci sono sempre. Sennò non sarebbe Sanremo.

Postato da: sagufo a 21:43 | link | commenti (4)