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martedì, 30 giugno 2009

"Internet e diritto all'oblio: quando la memoria cade in prescrizione

Il generale Rafael Videla, capo della giunta militare che governò l’Argentina tra il 1976 e il 1981, amava ripetere che “la memoria è sovversiva”. Il senso della frase è che niente che possa nuocere al Potere va ricordato. In un’ottica opposta, Roberto Scarpinato, magistrato antimafia della procura di Palermo, dice che “la memoria è come un indice puntato contro i crimini del Potere”.
Carolina Lussana, deputata della Lega, ha fatto propria la tesi del dittatore argentino presentando alla Camera dei Deputati il
disegno di legge n. 2455, che vuole regolamentare il cosiddetto “diritto all’oblìo” su internet. Un disegno di legge che impedirebbe di mantenere in Rete, decorso un certo periodo di tempo, informazioni su persone che in precedenza hanno avuto guai con la Giustizia.
Molto sinteticamente, il
diritto all’oblìo, creato da quella giurisprudenza degli anni ’70, attentissima ai diritti della persona, che lo collocò tra i diritti inviolabili di cui all’art. 2 Cost., è il diritto di ognuno a non vedere riproposti al pubblico fatti propri che in passato furono oggetto di cronaca. A volte è sufficiente una singola pubblicazione perché una notizia venga acquisita con completezza dalla collettività. Altre volte sono necessari approfondimenti, che fanno sì che la notizia perduri nel tempo. In ogni caso, a partire dal momento in cui il fatto è acquisito nella sua interezza, l’interesse pubblico alla sua riproposizione va scemando fino a scomparire, come se diventasse un fatto privato, e sorge il presupposto del diritto all’oblìo.
Una tutela sacrosanta. Ma che, per ovvi motivi, riguarda il “cittadino X”, il tossicodipendente che per procurarsi la dose rapinò la bottega, o l’anonimo funzionario che si fece corrompere per coprire un abuso edilizio. Non certo il politico di lungo corso, quello il cui rapporto con la collettività perdura nel tempo e che sarà sempre attenzionato dall’opinione pubblica, anche per ciò che riguarda il passato.
Ebbene, il disegno di legge presentato dalla deputata Lussana cancella questo principio. Detta una normativa generale sui termini massimi di permanenza in Rete della notizia di un procedimento penale a carico di chicchessia, pena una sanzione amministrativa da 5.000 a 100.000 Euro ai danni del proprietario del sito. I termini variano a seconda che si tratti di assoluzione o archiviazione (un anno), di amnistia o prescrizione (due anni), di una condanna definitiva. In quest’ultimo caso, i termini sono maggiori e dipendono unicamente dall’entità della pena inflitta con la sentenza di condanna. Ma, cosa più importante, non si guarda all’autore del fatto. La normativa riguarda tanto il pastore che uccide per riprendersi la pecora quanto il presidente del Consiglio.
E certo non rassicura l’art. 3, comma 3° lettera c), secondo cui la cancellazione dei dati sul web non può imporsi in riferimento a chi “esercita o ha esercitato alte cariche pubbliche, anche elettive, in caso di condanna per reati commessi nell’esercizio delle proprie funzioni, allorché sussista un meritevole interesse pubblico alla conoscenza dei fatti”. Si badi bene: “per reati commessi nell’esercizio delle proprie funzioni”. Ciò significa, per fare un esempio noto, che se, come è ormai certo, interverrà la prescrizione in favore di Silvio Berlusconi una volta ripreso nei suoi confronti il processo Mills, per ora sospeso dal lodo Alfano ma che in primo grado ha accertato la posizione di Berlusconi quale corruttore, le relative notizie potranno rimanere in Rete per soli due anni. Perché quel reato Berlusconi non lo avrebbe commesso nell’esercizio di funzioni pubbliche.
Allo stesso modo, i fatti contenuti in un decreto di archiviazione, che ha ad esempio accertato che un noto politico è abituale commensale di un mafioso ma non la sua partecipazione a Cosa Nostra, potranno rimanere in Rete per non più di un anno.
In pratica, questo disegno di legge interviene a gamba tesa sul concetto di interesse pubblico, che viene graduato in maniera molto discutibile. In caso di condanna, la relativa notizia potrà essere mantenuta in Rete per un tempo che varia in funzione della pena comminata dal giudice, non dell’interesse obiettivo che suscita il fatto.
Ed ecco il paradosso. Chi è stato condannato all'ergastolo per aver avvelenato la moglie, rimarrà per sempre nei motori di ricerca. Invece, del più grave episodio di corruzione della storia della Repubblica non rimarrà più traccia passati cinque anni. A questo porterà la geniale trovata dell'onorevole Lussana. Le generazioni future sapranno tutto sui delitti di Erba, Garlasco, Cogne, Perugia e simili. Ma niente su una nuova Tangentopoli.
Si noti, poi, come la logica sottesa a questo disegno di legge ricalchi quella della prescrizione del diritto penale. La prescrizione è l’estinzione del reato per decorso del tempo senza che sia stata emanata sentenza definitiva. Si parte, cioè, dal presupposto che trascorso un certo periodo di tempo, che varia a seconda della gravità del reato, lo Stato rinuncia a punire l’autore perché non ne ha più l’interesse. Lo Stato prima o poi dimentica, tranne i reati punibili con l’ergastolo, che sono imprescrittibili.
Allo stesso modo, questo disegno di legge impone alla collettività, decorso un certo periodo di tempo che varia a seconda della pena inflitta, di non nutrire più interesse alla conoscenza di determinati fatti. Vengono subito alla mente i reati dei colletti bianchi, che certo non tagliano la gola ai propri familiari. La collettività viene quindi privata della memoria in ordine a fatti la cui conoscenza è indispensabile per poter giudicare una classe dirigente. E’ come se la memoria storica cadesse in prescrizione. Per dirla con il collega
Guido Scorza, viene meno il "diritto alla Storia". Ritorna in mente la frase del generale Videla (“La memoria è sovversiva”). E niente più dito puntato contro i crimini del Potere, parafrasando il magistrato Roberto Scarpinato.
Ma vi sono altre considerazioni di ordine logico che non si possono tralasciare, e che svelano una evidente scarsa conoscenza dell’istituto del diritto all’oblio da parte dell’onorevole Lussana. E’ noto, infatti, che l’elemento caratterizzante il diritto all’oblio sta nella riproposizione di un fatto che fu oggetto di cronaca in passato, quando l’interesse pubblico intorno ad esso si è ormai sopito. Si badi bene: “riproposizione”. Vale a dire: si vìola il diritto all’oblio quando il gestore di un’informazione, senza che sussista un interesse pubblico, la ripropone alla collettività. Qui da parte del lettore vi è un’apprensione passiva del fatto già oggetto di cronaca in passato. Riproporre un fatto alla collettività significa elevarlo al rango di notizia, quindi pubblicarlo, ad esempio, su un quotidiano (o un periodico) oppure inserirlo nella home page del proprio sito.
Il disegno di legge in questione impedisce, invece, l’apprensione attiva di un fatto, la sua acquisizione attraverso un’attività di ricerca da parte dell'utente sugli appositi motori della Rete. E’ come se il legislatore imponesse a tutte le biblioteche di rendere inaccessibile gran parte del proprio materiale cartaceo, decorso un certo periodo di tempo. Se davvero si fosse voluto tutelare il diritto all’oblio, non ci sarebbe stato alcun bisogno di creare una normativa ad hoc. I principi dell’ordinamento già tutelano la persona contro le indebite riproposizioni di fatti passati. Se chi ha picchiato un altro per un parcheggio vuole far sparire il proprio nome dalla cronaca locale di un sito male aggiornato, non ha che da rivolgersi al tribunale o al Garante della Privacy, che provvederà senza indugio a far rimuovere quei dati imbarazzanti, con rifusione delle spese legali, laddove non sussista più alcun interesse pubblico al loro mantenimento.
Pertanto, dire che il disegno di legge dell’onorevole Lussana vìola l’art. 21 Cost., che sancisce la libertà di espressione, è cosa scontata. C’è di peggio. Qui è la formazione culturale delle future generazioni ad essere messa a repentaglio. Prevedere una normativa che obblighi sempre e comunque, decorso un certo periodo di tempo, a rimuovere dal web una notizia a prescindere dalla valutazione concreta della sussistenza di un interesse pubblico al suo mantenimento, significa privare i posteri di un fondamentale strumento di controllo delle elités del Potere, notoriamente refrattarie ad un ricambio generazionale. Una privazione che si sostanzia nella violazione del principio di sovranità popolare, sancito all’art. 1 Cost., che vuole che i governanti siano scelti dal popolo, ma con cognizione di causa. Non solo. Qui è anche il principio costituzionale di eguaglianza sostanziale ad essere violato. Dice l’art. 3, comma 2°, Cost.: “E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”. Quegli ostacoli, più che rimuoverli, il disegno di legge Lussana li frappone. Imporre automaticamente l’oblio su fatti e misfatti di indubbio interesse pubblico provocherebbe uno scollamento tra i detentori del Potere e chi conferisce loro il mandato a governare, col risultato di vanificare quella “partecipazione” di tutti i cittadini al governo del Paese, voluta dalla Costituzione e che è alla base di ogni democrazia." (Avv. A. Tomanelli - www.difesadellinformazione.com)

Postato da: sagufo a 08:52 | link | commenti (1)

martedì, 23 giugno 2009

L'ultima vergogna è la chiusura del blog di Piero Ricca.
Andate a cercare i suoi video su YouTube.

(Era un falso allarme, il sito era momentaneamente irragiungibile per problemi tecnici)

Postato da: sagufo a 23:34 | link | commenti (1)

giovedì, 18 giugno 2009

Roberto Febo è un’icona nonché un vanto della musica popolare abruzzese. Attivo da oltre trent’anni, l’autore di classici come “A Vincenzo Patriarca”, “Gluc gluc gluc” e “Festa di paese”, tanto per citarne alcuni, continua, in giro per l’Italia e vari paesi esteri, a proporre la sua musica composta dalla più celebre tradizione folk regionale unita a composizioni proprie che, ogni volta, evidenziano sia un frizzante umorismo che un’amara ironia, conditi da una voce che però ha tonalità incredibilmente rock, ed è questa, a mio parere, una delle peculiarità di Robertino. Mentre da poco è uscito “Vecchio e nuovo”, una bella raccolta che comprende i primi brani, gli ultimi e un paio di inediti, è del 2008 la pubblicazione di “Robertino Sciò”, a cui ha fatto seguito la lunga ed omonima tournè. L’album si apre con “Cumpà”, un brano in cui emerge un Robertino impegnato, dal testo contraddistinto da una schietta critica sociale. Poi ci sono alcune “cover”, tra cui “Abruzzo medley”, contenente sette pietre miliari, come “Vola vola” e “Zì Nicola”, ed evergreen quali “La balilla” e “La bicicletta”, in cui il doppio senso la fa da padrone. “Canzone pe’ Giancarle” è una malinconica dedica ad un amico scomparso, “Ciao Abruzze” diverte con la sua cadenza samba, mentre chiudono l’album “Mazurchetta”, già presente in “Abruzzo Folk n. 1”, primo e strepitoso lavoro del nostro Febo, e “Tu donna mia”, brano che dopo tanti anni esce dal cassetto e che rivela un Robertino più classico e romantico del solito. Recentemente il cantautore nostrano è stato ospite a Torino di una serata organizzata per raccogliere fondi da destinare alle vittime del terremoto del 6 Aprile, inoltre, a partire da Luglio, sarà possibile ascoltare Roberto Febo live nelle sue divertenti performance in giro per le feste e le piazze italiane.

Postato da: sagufo a 18:31 | link | commenti (2)

sabato, 13 giugno 2009

Il 6 e 7 Giugno, weekend di votazioni per eleggere i membri del Parlamento Europeo, i cittadini abruzzesi sono stati chiamati a rinnovare anche un ampio numero di amministrazioni comunali, nonché quelle delle province di Pescara, Teramo e Chieti. Il primo dato che si impone allo sguardo, scorrendo i risultati sin dagli exit poll, è stata la scarsa affluenza alle urne, caratteristica che ha accomunato un po’ tutto lo stivale, sempre più disinteressato o deluso dalla politica: gli elettori recatisi alle urne sono stati appena il 60 per cento degli aventi diritto. E si può affermare con tranquillità che buona parte di questi astenuti si trovi nelle fila del centro sinistra, delusi proprio dall’opposizione al governo. Il Pd, infatti, ha avuto, come prevedibile, un crollo del 6 per cento, mentre minore è stata la perdita del PdL, che si attesta sul 35 per cento delle preferenze (un risultato comunque ben lontano dalle previsioni trionfalistiche di Berlusconi); buoni i risultati della Lega, che supera il 10 per cento, e dell’Italia dei Valori, che raddoppia i propri voti, rispetto alle ultime elezioni, e vede premiato un modo di fare opposizione continuo e tangibile. Male i partiti di sinistra che non raggiungono la soglia di sbarramento del 4 per cento e pagano le recenti separazioni e frammentazioni, frutto di un masochismo velleitario. Quello che più sorprende, però, è la fiducia che gli italiani hanno accordato, ancora una volta, al premier, uno dei candidati più votati in assoluto, nonostante i recenti scandali che ne hanno messo in luce la dubbia moralità e la continua refrattarietà a rispettare la Costituzione e la legalità (caso Mills e scandalo voli di stato, tanto per citare i casi più recenti), e al suo partito che, specialmente qui in Abruzzo, ha fatto bottino di preferenze, mandando a casa tre presidenti di provincia e numerosi sindaci del centro sinistra. Non bastano gli scandali che hanno travolto il centro sinistra regionale a spiegare le motivazioni che hanno spinto gli elettori a soprassedere sull’assurda gestione del sisma e sull’inesistente ricostruzione, fatte di bugie, dichiarazioni volgari e imbarazzanti, militarizzazione degli accampamenti o meglio di una città intera, quella di L’Aquila, scarsissime intenzioni di aiutare realmente i terremotati: basta guardare alla disumanità di trasferire qui il G8, a chi e come sono stati assegnati gli appalti per la ricostruzione (ditte esterne) e al decreto che fa improvvisamente scomparire i rimborsi, i fondi e i sovvenzionamenti ai danni. Certo, la maggior parte delle persone recatesi a votare sono gli affezionati del cavaliere. Infatti, secondo una ricerca del Censis, telegiornali, programmi d’approfondimento politico e quotidiani hanno influenzato enormemente il voto. Ed è stupido negarne la correlazione. Emblematica la dichiarazione di La Russa secondo la quale quello del PdL sia stato il miglior risultato del centro destra in Europa: è ovvio. Un pubblico abbindolato a cui le notizie del doppio stupro nella Roma di Alemanno e la vendita di Kakà al Real Madrid sono state tenute segrete fino a lunedi, a vittoria avvenuta. A distanza di anni, Berlusconi una promessa l’ha mantenuta: quella di trovare tantissimi posti di lavoro; ora infatti c’è una professione per tutti: il minatore. Quando sembra che si è toccato il fondo, in realtà bisogna cominciare a scavare sempre più.

Postato da: sagufo a 10:24 | link | commenti

sabato, 06 giugno 2009

Questa mattina, camminando per la piazza, sotto il sole, ho sentito che quello che spirava era un vento strano, come di un presentimento ostile per la mia città, a cui sono legato. 

Postato da: sagufo a 20:27 | link | commenti (3)

venerdì, 29 maggio 2009

Si potrebbe pensare che sia inutile ed inappropriato parlare del caso che riguarda il presidente del consiglio Silvio Berlusconi e Noemi Letizia, ma invece credo si tratti di una questione scottante e imbarazzante che rientra nell’ambito di interesse pubblico, dato che riguarda la trasparenza di chi ci governa, alla luce dei risvolti che la vicenda prende giorno dopo giorno e delle affermazioni che si susseguono circa il rapporto tra il premier e la giovane napoletana. E’ stata proprio la partecipazione del marito, in Aprile, alla festa della diciottenne a Casoria a spingere Veronica Lario, già esasperata dalle continue frequentazioni femminili di Berlusconi, a chiedere la separazione. Proprio a partire da quella festa, si è cominciato a dirne di cotte e di crude, analizziamo alcune delle incongruenze: il presidente del consiglio ha affermato di esservicisi recato per parlare di candidature europee col padre di Noemi, Elio, dato che aveva un’ora di tempo libero e il locale della cerimonia era vicino l’aeroporto nel quale era atterrato il suo aereo. Chi è Elio Letizia, un messo comunale che ha il potere di far catapultare il premier da Rho in Campania, per concordare addirittura le candidature del PdL al Parlamento Europeo? “Un vecchio socialista ed era l’autista di Craxi” (Berlusconi, 29 Aprile). Falso, la smentita arriva dai membri dell’ex PSI e da Bobo Craxi. Come mai il presidente del consiglio si reca a questa festa, come sono nati i rapporti con la famiglia Letizia? Non è dato ancora sapere con precisione, ma l’incontro avvenne più di dieci anni fa, per Berlusconi, nel 2001, secondo i Letizia, nelle modalità più svariate e bizzarre. Che rapporti ci sono tra il premier e la ragazza? Noemi dice che è molto legata a “papi”, e che quando può lo raggiunge nelle sue abitazioni per tirarlo su col karaoke; Berlusconi afferma che ha visto la ragazza “tre o quattro volte e sempre alla presenza dei genitori” (affermazione poi smentita da lui stesso); ma la giovane il 19 Novembre 2008 è a Villa Madama, seduta di fianco al premier durante una cena alla quale vengono invitati i grandi nomi della moda italiana; secondo Gino Flaminio, l’ex fidanzato, Noemi fu invitata a passare dieci giorni in Sardegna in occasione del Capodanno 2009, assieme ad altre quaranta ragazze, dal presidente del consiglio in persona, il quale, precedentemente, nell’Ottobre 2008, avrebbe cominciato a contattare la ragazza sul telefonino, dopo essersi impossessato di un suo book fotografico, fatto dalla ragazza perché certa che l’avrebbero chiamata a fare la “meteorina” nel Tg4 di Emilio Fede. Anche la zia della giovane conferma questa versione, oltre al fatto che la visita del premier a Casoria fosse programmata in famiglia da mesi. E se fosse stata un’improvvisata quella del cavaliere alla festa dei diciotto anni, come mai aveva con sé una collana da seimila euro in tasca, per regalarla alla festeggiata? E come mai Berlusconi aspetta un’ora sulla pista di atterraggio in attesa che Noemi giunga al ristorante dove l’attendono gli invitati? E perché il fotografo della serata e il personale del locale confermano che già dalla mattina del giorno della cerimonia si effettuavano preparativi per l’arrivo del premier, con lo staff presidenziale giunto ore prima per i controlli di sicurezza, e i fotografi di “Chi” pronti a testimoniare la partecipazione di Berlusconi con scatti palesemente ritoccati da offrire ai telespettatori? Ma, soprattutto, come può permettersi l’umile e modesta famiglia Letizia di intestare sedici immobili alla figlia e di farla girare con l’autista? Chi è Noemi per il presidente del consiglio, e perché Berlusconi continua a mentire e a non rispondere seriamente ai giornali?

Postato da: sagufo a 14:27 | link | commenti

lunedì, 25 maggio 2009

Fuori legge. Non stiamo parlando di cow boy con una taglia sulla testa che popolavano i film sulla frontiera americana. Qui siamo in Italia, non si tratta di film e sul calendario c’è la data di oggi. La politica, l’amministrazione della cosa pubblica, si è ridotta ad un gioco di potere teso a sovvertire, spesso, l’ordine costituzionale, ad una barzelletta, e il presidente del consiglio Silvio Berlusconi, in carica per la terza volta da circa un anno, cerca di consolidare sempre più il proprio impero economico, di sfuggire alla giustizia minando le fondamenta della democrazia e facendosi beffe degli italiani. E questa non è una barzelletta, anche se, in uno stato normale, dovrebbe esserlo. L’ultima aberrazione generata dal regime dell’assurdo nel quale siamo stati catapultati è di pochi giorni fa, la sentenza emessa dal Tribunale di Milano a carico dell’avvocato inglese David Mills, indagato per corruzione assieme a Silvio Berlusconi nei processi Guardia di Finanza e All Iberian (1998-99): Mills “ha certamente agito da falso testimone, da un lato, per consentire a Silvio Berlusconi e al gruppo Fininvest l'impunità dalle accuse o, almeno, il mantenimento degli ingenti profitti realizzati attraverso il compimento delle operazioni societarie e finanziarie illecite compiute fino a quella data; dall'altro, ha contemporaneamente perseguito il proprio ingente vantaggio economico”, scrivono i giudici, che rilevano “l'oggettiva gravità della condotta, di assoluta rilevanza nei procedimenti in cui è stata posta in essere, anche in ragione della qualità e del numero dei reati ivi giudicati; va poi considerato il ruolo istituzionale di alcuni dei soggetti imputati nei procedimenti penali in cui David Mills rendeva falsa testimonianza”. L’avvocato inglese fu corrotto da Berlusconi con 600.000 dollari in cambio della sua falsa testimonianza nei processi sovra citati: Mills è stato ricompensato per il silenzio circa gli abusi, gli illeciti e le violazioni perpetrate da Berlusconi e il suo entourage per 15 anni, per salvare il corruttore da “un mare di guai”, come ha confessato al suo commercialista, che per questo lo ha denunciato al fisco inglese. Tutto nero su bianco. Ora l’imputato rischia quattro anni e sei mesi di reclusione. Berlusconi, al contrario, non rischia nulla grazie al Lodo Alfano, la vergognosa legge incostituzionale che mette al riparo le quattro più alte cariche dello stato, e nel frattempo nega sulla natura di quella “donazione”, si indigna, si autoassolve e insulta la magistratura e i giornali che, per il semplice motivo di svolgere il proprio lavoro, sono etichettati faziosi e di sinistra. Anche loro fuori legge.

Postato da: sagufo a 09:20 | link | commenti (1)

giovedì, 21 maggio 2009

Sabato 23 Maggio 2009 serata "Duran Duran Night For L'Aquila" a favore delle popolazioni colpite dal terremoto in Abruzzo presso il "VINOTA" a Chieti Scalo (CH) in Viale Benedetto Croce, n°368

“DURAN DURAN NIGHT FOR L’AQUILA”:
Sensibilizzare attraverso il divertimento, dare cioè alle persone un momento per riflettere su quanto accaduto nell’aquilano dopo i tragici eventi sismici seguiti al 6 aprile scorso, ma farlo con la musica.
Abbiamo scelto come location il Vinota di Chieti Scalo, poiché è un luogo di incontro ed aggregazione dei tanti giovani universitari che popolano il capoluogo teatino. Questo regala un significato speciale all’evento che idealmente ci piace dedicare ai tanti ragazzi che oggi non ci sono più, studenti come loro.
Il recente sisma ha segnato in maniera indelebile il destino di tantissima gente che in poco più di
venti secondi ha visto svanire i sacrifici di una vita, perdendo tutto. 299 vittime innocenti, fra cui tantissimi giovani studenti che sono morti sotto le macerie. Abbiamo scelto di portare a Chieti Scalo i Planet Earth Project, cover band di uno dei gruppi più popolari della storia della musica, i Duran Duran, simbolo della generazione degli Anni ’80, che ancora oggi riesce a smuovere le folle come pochi al mondo. I Planet Earth Project propongono uno spettacolo unico, che ripercorre tutta la carriera dei cinque musicisti inglesi, dagli esordi nel 1981 fino ai giorni nostri con il recente album “Red Carpet Massacre”.
Alla serata interverrà un garante che dovrebbe essere il Dott. Bernabeo, Vice Presidente della Banca di Credito Cooperativo di Cappelle sul Tavo, che illustrerà le modalità con le quali il ricavato verrà versato su un Conto Corrente della suddetta banca, dedicato a reperire fondi per le sfortunate popolazioni terremotate de L’Aquila. L’incasso della serata, fino alla mezzanotte, verrà devoluto per lo scopo. Chiediamo dunque ai tanti appassionati dei Duran Duran, ma anche a chi volesse semplicemente aiutare i nostri fratelli aquilani, di esserci vicini e di accorrere numerosi alla serata per farne un evento unico, capace di continuare in quest’opera di sensibilizzazione che oggi è solo all’inizio.

PROGRAMMA “DURAN DURAN NIGHT FOR L’AQUILA”
- Ore 21: Introduzione alla serata con breve saluto degli organizzatori ai presenti;
- A seguire un’ora circa di proiezioni video esclusive sulla carriera dei Duran Duran con una parte
dedicata al trionfale tour italiano dello scorso anno.
- Ore 22.00 – 22.15: Intervento del Garante, il Dott. Bernabeu che illustrerà lo spirito della
manifestazione e l’attuale situazione post sisma nell’aquilano; verrà proiettato un video della durata
di circa due minuti con immagini dell’immensa tragedia ma anche dello spirito di speranza che la
nostra manifestazione vuole trasmettere;
- Ore 22.30: Concerto dei Planet Earth Project
- A fine concerto proclamazione dell’incasso ottenuto e conseguente consegna della somma nelle
mani del garante;
- A seguire dj set fino a tarda notte

Postato da: sagufo a 19:01 | link | commenti

martedì, 19 maggio 2009

Il circolo “Il Nome della Rosa” a Giulianova (Te), il 15 Maggio, è stato lo scenario che ha ospitato un piacevole ed informale dibattito sulla musica rock, precisamente sul rock progressive e la sua storia, nel quale è stato possibile un confronto tra addetti del settore e semplici appassionati, occasione ghiotta che raramente si concretizza nel panorama musicale odierno. Gli Areknamès, Clepsydra, Distillerie di malto, Insider, Unimother 27 e Xenitia (di cui faccio parte) sono state le band abruzzesi protagoniste, per la tipologia della loro produzione, di questo incontro convocato per la presentazione di “Prog 40: Quarant’anni di progressive-rock nel mondo”, un importante volume che tratteggia la genesi e l’evoluzione di questo genere musicale nei cinque continenti, dalla fine degli anni ’60 ad oggi. Edita da Applausi, la pubblicazione, di ben 456 pagine, è curata da Maurizio Galia, con la collaborazione ai testi di Claudio Aloi, Giuseppe Di Spirito, Roberto Vanali, Franco Vassia e Donato Zoppo, che ha moderato la manifestazione assieme a Francesca Grispello, e contiene una prefazione di Aldo Tagliapietra delle Orme. “Per la prima volta tutte le schede sui più importanti gruppi progressive, dalle origini del genere ad oggi: 1.100 artisti e 2.200 immagini”, spiegano gli autori, “dai prodromi del prog ai gruppi fondamentali per lo sviluppo del genere, alle formazioni della rinascita new prog fino ai più interessanti esponenti dell'attualità art-rock”, con interessanti schede dettagliate su artisti fondamentali come King Crimson, ritenuti, con l’album “In the court of the Crimson King” del ’69 i padri del genere, Gentle Giant, Genesis, Yes, Van Der Graaf Generator, i tanti gruppi italiani, quelli semi-sconosciuti e le realtà nascoste di paesi lontani dai riflettori del rock internazionale. Il rapporto con il progressive e l’approccio ad esso è stato uno dei principali temi affrontati in seguito alla presentazione dell’antologia: i membri dei vari gruppi presenti hanno espresso il proprio punto di vista circa la scelta del rock progressive come mezzo espressivo e l’evoluzione del genere dagli anni ’60 ad oggi. Non sono mancate discussioni tra nostalgici e “nuove leve” sul valore della musica e della cultura di 40 anni fa e sulla difficoltà per le band di suonare in pubblico, diffondere le proprie opere e continuare a fare della musica qualcosa di più di una semplice, ma pur forte, passione.

Postato da: sagufo a 21:00 | link | commenti

sabato, 16 maggio 2009

Dalla pubblicazione delle liste per le prossime elezioni in Abruzzo emergono dati molto chiari: le alleanze e le divisioni tra i partiti nell’appoggiare i candidati e lo “scambismo” degli aspiranti alla poltrona che saltano da un partito all’altro. Insieme al rinnovamento del Parlamento Europeo, il 6 e 7 Giugno gli abruzzesi sono chiamati a nominare tre presidenti di provincia (Pescara, Chieti, Teramo) e scegliere il sindaco in 96 comuni, tenuto conto del rinvio delle votazioni nell’aquilano, per ovvi motivi. Salta agli occhi il distacco, presente un po’ ovunque, di Rifondazione Comunista non solo dalle coalizioni capitanate dal Pd, ma anche dal gruppo Sinistra e Libertà, che racchiude Verdi, Comunisti Italiani e Sinistra Democratica, evidenziando un problema di compattezza mai risolto in seguito alle precedenti elezioni e successive scissioni. Il partito di Ferrero, infatti, corre da solo per le province di Pescara e Chieti, oltre che per le amministrative di Pescara, Teramo e Giulianova (Te), tanto per citare i maggiori municipi. Il centro destra al contrario di presenta compatto, in una coalizione che vede partecipi Movimento per le Autonomie e Lega, venuta in Abruzzo a cercar fortuna, oltre che, nel pescarese, Semper Fidelis Luci, lista qualche anno fa vicina al centro sinistra e che ora addirittura cede un candidato, Forconi, a Forza Nuova. Per la provincia del capoluogo adriatico sono in cinque a concorrere, nessuno degno di nota; da segnalare il rientro nelle fila del Pd di due ex assessori comunali, Mancini e De Blasio, transfughi di Sinistra democratica e Rifondazione, e il passaggio di Pasquali dall’Italia dei Valori nelle fila di Pescara Futura, lista di centro destra. Dieci sono i candidati per la poltrona di presidente della Provincia di Chieti, dei quali ben tre di partiti di estrema destra, mentre meno spreconi sono a Teramo (tre candidati), dove il presidente in carica D’Agostino può contare sull’appoggio di tutti i partiti di sinistra. Tra i candidati a sindaco per il Comune di Pescara, sono da segnalare Murgo per la lista Amici di Beppe Grillo, l’unica in Abruzzo, e D’Amico per La Farfalla: un lungo passato da socialista, poi in An, di seguito nel Ccd, per finire nella giunta D’Alfonso di centro sinistra nel 2003. Numerosi sono inoltre ex membri della giunta di centro sinistra che, in seguito alle dimissioni di D’Alfonso, sono migrati per candidarsi dalla parte opposta. Curioso quanto è accaduto a Campli (Te): due membri del Pd si sono schierati a favore del candidato sindaco del PdL, provocando le ire della segreteria teramana e la conseguente espulsione dei due. Come ultima stranezza, infine, segnaliamo i candidati unici nei comuni di Ancarano, Arsita e Colledara (Te) e Torre de’ Passeri (Pe). Alla faccia dell’indecisione.

Postato da: sagufo a 14:42 | link | commenti

giovedì, 14 maggio 2009

"Berlusconi rispettaci"

Meglio dirlo subito. Se Berlusconi realmente ha rivelato i dati di un sondaggio attendibile (tre italiani su quattro, ha detto in tv, apprezzerebbero il suo charme e lo troverebbero simpatico comunque, da solo o in una qualsiasi compagnia), ebbene io mi sento senza il minimo dubbio in quarto di quel quartetto. Non capisco l’ilarità diffusamente suscitata dalle battute sciocche del Cavaliere, il suo pretendere d’essere al di sopra di ogni regola, d’ogni età, d’ogni rispetto. E’ insopportabile il suo volermi costringere a dare continui giudizi sui suoi capelli ricoltivati, sulle sue rughe cancellate, sulle sue adorazioni di femmine d’ogni tipo purchè giovani. Di tutto questo non me ne frega assolutamente niente. Non voglio sapere né chi è né che mestiere fa davvero il papà di Noemi. Non voglio vedere il primo cortometraggio di Noemi. Difendo con forza la mia dignità di cittadino che non vuole per nessuna ragione al mondo essere considerato un suddito. Il solo prevedere che possano abbattersi senza che io lo voglia da ora in poi nugoli di barzellette insipide raccontate dal Cavaliere sul suo conto di professionista del palpeggio e del divorzio mi fa venire i brividi. E’ in nome dei miei diritti che chiedo al concittadino Silvio Berlusconi, investito dalla fin troppo alta funzione di presidente del consiglio, di farla finita di veline e di promesse d’estasi giovanili. Sappia Presidente che a una certa età (e lei l’ha raggiunta, eccome) è d’obbligo il buon gusto per non farsi travolgere dal ridicolo. Rispetti, per favore, prima di tutto se stesso e poi sua moglie e poi i suoi figli e poi tutti noi, quarti d’ogni gruppetto di quattro italiani, noi che non crediamo né al suo charme né alla sua simpatia. Anzi, il suo charme e la sua simpatia (lo dico da uomo che pretende d’essere libero, qualunque giudizio stia esprimendo) ci fanno mestamente, lancinantemente orrore. (Maurizio De Luca, Il Centro, 10/5/2009)

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martedì, 12 maggio 2009

Artisti per l'Abruzzo - "Domani 21 Aprile 2009"

L’iniziativa nasce da un’idea di Mauro Pagani, grande e storico musicista nonché deus ex machina delle Officine Meccaniche, importante punto di passaggio per tanti artisti nazionali ed esteri che vogliano dare un tocco in più alle proprie creazioni. Il brano è dello stesso Pagani, pubblicato nel 2003 e presente nell’omonimo album. Ora viene riscritto e riarrangiato con l’intento di raccogliere fondi per sostenere l’opera di restauro, ricostruzione e consolidamento del Conservatorio “A. Casella” e della sede del Teatro Stabile d’Abruzzo di L’Aquila. L’arte in soccorso dell’arte. E sono oltre 50 i musicisti che hanno partecipato all’iniziativa in favore della popolazione vittima del terremoto, coordinati con l’ausilio di Caterina Caselli, Jovanotti e Giuliano Sangiorgi dei Negramaro, produttori, assieme a Pagani, del disco, già in vendita su internet, dal 15 Maggio disponibile anche nei negozi al costo di 5 euro. Nel giro di pochi giorni i partecipanti si sono riuniti a Milano ed hanno inciso più o meno insieme le parti (a volte una sola parola, altre un ritornello, altre inserti di rap, non inclusi nell’edizione originale del brano) che formano “Domani 21 Aprile 2009”. “Per condividere una partecipazione reale, per documentare l'emozione vera che tutti hanno vissuto in quelle ore, perché a volte c’è bisogno di ritrovarsi, di mettere il proprio tempo a disposizione di una causa che supera le esigenze artistiche di tutti i giorni”, hanno affermato. “Il ruolo della musica ha da sempre un valore nei passaggi importanti di una comunità, la musica risuona nei momenti di difficoltà e nei momenti di festa, serve ad elaborare le emozioni e a dargli un posto”. Si è detto che si tratta di un’operazione piuttosto commerciale, ci sono state perplessità sull’esclusione dalla rosa di nomi noti,  a voler fare un elenco qualcuno alla fine salterebbe sempre e comunque fuori, ma quello che conta è che la lista dei partecipanti è eterogenea e di ottimo livello: Afterhours, C. Baglioni, F. Battiato, Baustelle, S. Bersani, Bluvertigo, L. Carboni, Caparezza, A. Carrisi, C. Caselli, Casino Royale, C. Consoli, C. Cremonini, Dolcenera, Elisa, Elio e le Storie Tese, N. Fabi, Fabri Fibra, G. Ferreri, T. Ferro, E. Finardi, Frankie Hi Energy, Giorgia, G. Grignani, J Ax, Jovanotti, Ligabue, M. Ayane, Mango, G. Maroccolo, Marracash, Morgan, G. Morandi, G. Nannini, Negramaro, Negrita, Nek, N. Agliardi, Pacifico, M. Pagani, G. Palma, L. Pausini, Roy Paci, P. Pelù, M. Pezzali, M. Ranieri, F. Renga, Ron, E. Ruggeri, A, Ruggiero, Sud Sound System, Tricarico, R. Vecchioni, A. Venditti, M. Venuti e Zucchero.
Da vedere il video che documenta le registrazioni:
http://www.domani21aprile2009.it/

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venerdì, 08 maggio 2009

E’ tempo di elezioni, e l’Abruzzo, oltre alle europee e al referendum, come nelle altre regioni, è coinvolto anche nel rinnovamento di alcune giunte comunali e provinciali. Lo scorso anno gli abruzzesi furono chiamati anticipatamente alle urne per eleggere il nuovo Presidente di Regione, successivamente allo scandalo sulla sanità che provocò le dimissioni del governatore Ottaviano Del Turco. La stessa cosa accade ora a Pescara, dove, in seguito alla rimozione di Luciano D’Alfonso, indagato per corruzione e abuso, i cittadini dovranno scegliere il loro nuovo sindaco. Il centro destra ha subito cavalcato questo crollo politico della maggioranza di sinistra (sia Del Turco che D’Alfonso erano importanti esponenti del Pd), prima, piazzando prontamente Gianni Chiodi, protetto di Berlusconi, alla guida della regione, ora, puntando alla conquista del comune e della provincia del capoluogo adriatico, la città strategicamente più importante d’Abruzzo. E’ da un mese e mezzo circa, infatti, che la città è tappezzata dai manifesti dell’attuale opposizione in giunta, molti dei quali tra l’altro giudicati abusivi, nei quali volti più o meno sicuri di sé lanciano i loro slogan giganteggiando lungo le strade. Nulla di insolito, certo. La politica è potere, con o senza il terremoto. Ma il centro destra cavalca soprattutto la totale assenza degli avversari. Sì, perché i manifesti della maggioranza in carica sono apparsi solo pochi giorni fa, compreso l’annuncio del candidato sindaco, seguendo di pari passo il comportamento che il centro sinistra tiene a livello nazionale. Addirittura un paio di candidati avevano affisso manifesti sui quali il simbolo del partito di appartenenza (Pd) è comparso solo successivamente; loro intanto si candidano, con chi, ha minore importanza.
Desta scalpore anche l’arrivo in Abruzzo della Lega: dopo aver messo radici, da circa due anni, nelle Marche, dove ha conquistato un paio di poltrone comunali, e avere espressamente dichiarato di puntare sul nord Abruzzo, il partito di Bossi scende nella regione delle alte vette appenniniche per procurarsi voti nella provincia di Teramo. Ma come, proprio la Lega, che voleva fare del Po una linea di secessione del nord dal sud? Proprio la Lega, che si è opposta ferocemente all’accorpamento del referendum nell’election day del 6 e 7 Giugno, che avrebbe fatto risparmiare allo stato 4-500 milioni di euro da destinare alla ricostruzione dell’Abruzzo terremotato, e il cui ministro Roberto Maroni, nei giorni successivi alla sciagura, lo si poteva sentire covare a Roma il suo amato decreto sicurezza. In un paese del teramano, un manifesto raffigura degli indiani pellerossa e recita: “Loro hanno subito l’immigrazione. Ora vivono nelle riserve” (chissà chi erano questi immigrati…); “Aiutaci a proteggerti dalla droga”, riporta un tabellone, mentre su un altro è scritto, sotto il simbolo del carroccio: “Non siete soli”. E’ affisso proprio di fronte una casa squarciata dal sisma.

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sabato, 02 maggio 2009

Ci mancava solo l’influenza suina adesso. Presto arriverà anche in Italia, a breve, stando a quanto dice il Sottosegretario al Ministero della Sanità Ferruccio Fazio, il quale precisa, però, che non c’è nulla da temere, siamo pronti ad affrontare l’emergenza. Bisogna credergli ? Certo qualche dubbio è legittimo, data la credibilità che questo governo sta guadagnando specialmente in questo ultimo periodo, guidato da un premier che ormai non guarda più in faccia nemmeno sua moglie, la quale, sfogatasi per il comportamento da patetico sciupa femmine che il marito tiene in politica, candidando alle europee i volti televisivi del suo harem, viene etichettata come manipolata dai giornali della sinistra, non risparmiando neanche lei dalle sue invettive trite e ritrite. Qui di manipolata c’è stata, piuttosto, la Festa del 25 Aprile, la Festa di Liberazione dal nazifascismo, e non festa della libertà, come propone Berlusconi, subdolo anche in quest’occasione per appropriarsi di qualcosa che non è suo, e che non potrebbe essere più lontano dal suo modo di comportarsi. Un individuo che ha sempre snobbato questa ricorrenza, mancandole di rispetto ed etichettandola (anche questa) come “di sinistra”, come se ci fosse una colpa anche nelle verità più sostanziali ed andando a braccetto con ex e post fascisti. Quest’anno, fiutando l’aria, ha deciso di partecipare anch’egli, “perché di questa festa non se ne appropri solo una parte”, “il 25 Aprile non lo lascio alla sinistra”, come se la sua presenza desse maggior valore e credibilità alle celebrazioni di un giorno che c’è sempre stato, anche senza di lui che vuole farne una festa personale. E infatti giornali e tv di regime danno quest’immagine della celebrazione, di una sola persona che con la sua presenza ha dato alla festività quel tocco in più che prima mancava. Il valore aggiunto, in verità, sono le macerie, dato che, di certo, il Presidente del Consiglio, non poteva lasciare la passerella solo alle forze di opposizione, dopo aver aumentato la cubatura della propria immagine proprio nelle zone terremotate. Una strategia che in un paese estraneo alla mafia non sarebbe neanche immaginabile, dopo quello che è accaduto a causa del terremoto in Abruzzo. Si converrà che è folle oltre che servile tributare onori a Berlusconi in queste circostanze, il quale, per ciò che concerne la tragedia aquilana, prima, firmò per la declassificazione del capoluogo a zona A2 (in tal modo la città non è stata inclusa tra quelle a maggior rischio sismico), in seguito, si è reso artefice di agghiaccianti dichiarazioni: dall’iniziale rifiuto di aiuti esteri per la ricostruzione, ai successivi spot riguardanti l’edificazione di una fantomatica “new town” (un ghetto residenziale), con cui dare il via al suo famoso piano casa; dal considerare gli sfollati ospitati negli alberghi della costa “in vacanza al mare” e quelli nelle tendopoli “in campeggio pagato dal governo”, al rifiuto di accorpare il referendum nell’election day del 6 e 7 Giugno (con conseguente risparmio di 4-500 milioni di euro da destinare ai terremotati) perché altrimenti “la Lega avrebbe fatto cadere il governo”, al ritenere inutili le indagini sui crolli data l’impossibilità che qualcuno abbia volutamente costruito infischiandosene delle regole (forse perché qualcuno potrebbe scoprire chi e con quali materiali scadenti sono stati edificati i palazzi sbriciolatisi); senza dimenticare le sue invadenti passerelle telegeniche per ottenere facili ed indifesi consensi e l’intenzione di cavalcare l’onda emozionale portando addirittura il G8 sul teatro della sciagura. Come facciamo a stare tranquilli di fronte alla febbre suina quando c’è un’emergenza democratica e civile che sono ancora in pochi a riconoscere?

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martedì, 28 aprile 2009

Pearl Jam - "Ten (Legacy Edition)"

 

Un gran disco, tanto per la musica quanto per i testi, uno dei capisaldi del grunge, anche se non mi viene da pensare più di tanto a questo genere musicale, quando ascolto “Ten” e i primi lavori del gruppo: la definizione grunge appartiene molto più ai Nirvana, ai gruppi dell’etichetta Sub Pop e al limite al primo album degli Smashing Pumpkins. Qui il sound è unico, ci sono i Pearl Jam, molto più che i generi musicali, ed un disco di potente hard-alternative rock che, a 18 anni dalla pubblicazione, mostra ancora tratti di freschezza. Quindi non intende celebrare nessun decennale la recente ristampa del debutto della band di Seattle, una delle più importanti della storia del rock moderno, ma solo fornire un ulteriore approccio all’ascolto ai numerosi fan, in ben quattro versioni diverse.

Partiamo da quella più ufficiale, composta da due cd, l’original mix più il remix affidato a Brendan O’Brien, storico collaboratore del gruppo negli anni successivi a “Ten” fino ad oggi, particolarmente bello in quanto emergono molte sfaccettature e sfumature assenti o non percepibili nell’edizione del ’91: suoni più caldi, nitidi, chitarre ed effetti in maggior rilievo, brani più armonici e colorati, gli strumenti escono fuori più puliti e l’insieme più armonico (ascoltare in particolare “Even flow”, “Alive” e soprattutto “Jeremy”); inoltre, questo secondo cd si conclude con sei inediti, fra cui le versioni demo di “State of love and trust”, “Brother” e “Breath”. La seconda versione della ristampa contiene anche il dvd dell’intero concerto tenutosi nel ’92 in occasione del programma Unplugged di Mtv, mentre la terza è la versione in vinile. Da veri collezionisti la quarta, un mega cofanetto contenente, fra le altre cose, un live del ’92 in vinile, una riproduzione del taccuino di Eddie Vedder, una cassetta contenente il primo demo della band e altri gadget.

Una buona occasione per celebrare un album che, all’indomani della sua pubblicazione, stupì tanti appassionati di rock, e continua ancora a farlo.

Postato da: sagufo a 14:11 | link | commenti (2)